Ricezione – Produzione – Diffusione nei paesi slavi
di Stefano Leone
Immagine di copertina: Joanna Bartosik Trzy życzenia [Three Wishes]/Tre desideri by Anna Paszkiewicz, Widnokrąg 2020, fonte
Le nostre prime compagne d’infanzia, le fiabe, svolgono un ruolo cruciale nella formazione della fantasia dei bambini. Le storie lette, ascoltate o anche guardate nei loro riadattamenti televisivi o cinematografici, riecheggiano poi anche negli anni successivi all’infanzia fino ad accompagnarci all’età adulta e alla vecchiaia, quando da ascoltatori ci trasformiamo in oratori, ripetitori o re-inventori. Le fiabe però eludono il mero confine personale e intimo: spesso, infatti, portano con sé leggende e contribuiscono alla formazione di un’identità nazionale. Ogni cultura si identifica nelle proprie fiabe come forse in nessun’altra cosa e consegna a loro il compito di tramandare storie e tradizioni essenziali per la propria rappresentazione interna ed esterna.
Data la loro enorme capacità di influenzare, e non solo i più piccoli, le fiabe diventano spesso anche vittime di regimi autoritari e propaganda. Esse, infatti, nella loro solo apparente innocenza, possono tramandare l’immagine che uno stato vuole dare di sé. Ma non solo di regimi autoritari, le fiabe vengono sfruttate anche da sistemi economici globali: la re-interpretazione e re-invenzione delle fiabe, mossa anche dall’idea del guadagno, è una caratteristica diffusa degli ultimi decenni. La “disneyizzazione” di racconti popolari, il rapimento di personaggi fiabeschi in mondi da “vissero felici e contenti” ha portato anche a un allontanamento delle fiabe dalla propria origine.
Fonte immagine
E da qui anche il paradosso: per quanto le fiabe siano onnipresenti, la loro commercializzazione e trasformazione in prodotto di consumo ha portato a una minore attenzione verso di loro da parte del mondo accademico. A ciò si aggiunge una visione prevalentemente nazionale e monolingue e il quasi monopolio di alcuni paesi e alcune fiabe che mettono in secondo piano tutti gli altri racconti e impediscono un approccio realmente internazionale. In altri casi, invece, come in quello slavo, spesso ci si concentra soltanto sulla fiaba classica ignorando le restanti ramificazioni.
Il convegno internazionale “Fairy Tales in Slavic Countries” organizzato da Sapienza Università di Roma, che si svolgerà dall’11 al 13 febbraio 2026 presso le aule dell’ateneo romano, vuole allontanarsi da quel monopolio ponendo l’attenzione sulle fiabe provenienti dai paesi slavi, che rimangono ancora ai margini degli studi internazionali in merito.
Fonte Immagine
Dalla descrizione del convegno:
The interest in Slavic fairy tales and fables remains relatively marginal in international Fairy Tale Studies. Influential essays by Vladimir Propp on the Morphology of the Folktale (1928, English translation 1958, Italian translation 1966) and the Historical Roots of the Wondertale (1946, Italian translation 1949) encouraged international interest in Russian folk tales.
Parlare però di una prospettiva slava del genere fiaba non è ancora sufficiente per affrontare il problema della loro marginalizzazione. Così come anche per altri generi letterari o artistici, la predominanza dell’Impero russo prima e dell’Unione Sovietica poi sulle proprie Repubbliche e sui paesi del Patto di Varsavia ha portato a una visione quasi unicamente russa del folclore e delle fiabe nel mondo slavo e in parte dell’Europa centrale.
Moreover, the interest in Slavic tales is often limited almost exclusively to Russian folklore and tales. In international encyclopaedias and lexicons Polish, Czech, and other Slavic traditions are reviewed hastily in just a few pages. Additionally, the “traditionalist” filter through which Slavic fairy tales are often viewed that they are rarely considered from the perspective of contemporary tale transformations.
Infine, come sottolineato in precedenza, manca anche una visione d’insieme: le fiabe provenienti dai paesi slavi vengono raramente studiate in ottica internazionale e spesso soltanto all’interno dei propri studi nazionali e monoculturali.
Research on fairy tales and fables within individual Slavic countries, on the other hand, tends to focus on monocultural studies, with only a few exceptions. Most of this research is published in national languages, making it less accessible to the international scholarly community.
L’obiettivo del convegno, che vedrà la presenza di ospiti internazionali e nazionali, è appunto quello di “promuovere un dialogo scientifico internazionale e interdisciplinare tra studiosi provenienti da paesi diversi”. L’apertura vedrà due lezioni plenarie: keynote speaker Marina Balina (11 febbraio) e Violetta Wróblewska (12 febbraio).
Marina Balina si concentrerà sulla fiaba letteraria del romanticismo europeo nella cultura sovietica degli anni ’60 e ’70 con una lezione dal titolo “The Literary Fairy Tale of European Romanticism in Soviet Culture of the 1960s-1970s: Veniamin Kaverin and His Quest for Freedom and Imagination”.
La lezione di Violetta Wróblewska, “Social Control Through Fear in Polish Folk Tales: A Universal Mechanism of Ideological Discipline”, sarà invece dedicata al controllo sociale indotto dal terrore nelle fiabe polacche.
Le tre giornate di studi proseguiranno con sessioni parallele mattutine e pomeridiane. Ogni sessione sarà dedicata a un tema specifico. Tra gli argomenti trattati: la ricezione delle favole classiche nei paesi slavi ieri e oggi, la loro circolazione letteraria, il loro adattamento nel teatro, nel cinema, nei media, nella musica, nelle arti visive e nella letteratura d’infanzia, il loro ruolo nella promozione dell’identità nazionale e della memoria culturale e la loro manipolazione ideologica. I temi verranno approfonditi anche da una prospettiva traduttiva e linguistica.
Consulta il programma completo del convegno
Guarda il manifesto
Qui puoi leggere il Book of abstracts
Il convegno sarà anticipato nella serata del 10 febbraio dalla mostra “Hug, Hop, Hooray! New Children’s Book Illustration from Poland”, La nuova illustrazione nei libri per bambini, a cura di Anita Wincencjusz-Paryna e organizzata dall’Istituto Adam Mickiewicz di Varsavia e dall’Istituto Polacco di Roma.
La mostra, presentata lo scorso anno a Bologna, durante la Bologna Children’s Book Fair (BCBF), offre un’ampia panoramica sull’illustrazione polacca di oggi dei libri per l’infanzia. Con una selezione di opere tratte dai più recenti e originali albi illustrati, la mostra invita il pubblico a scoprire un universo visivo ricco di emozioni e creatività. Ogni illustrazione racconta una storia, offrendo uno spunto per riflettere sulla bellezza di crescere insieme, condividere il nostro mondo e costruire una connessione tra culture diverse. Gli artisti in mostra sono: Jacek Ambrożewski, Joanna Bartosik, Dominika Czerniak-Chojnacka, Maria Dek, Agata Dudek & Gosia Nowak, Emilia Dziubak, Gosia Herba, Anna Kaźmierak, Klaudia Kozińska, Gosia Kulik, Paweł Mildner, Urszula Palusińska, Justyna Sokołowska, Katarzyna Walentynowicz.
Il 12 febbraio, invece, si terrà alle 19 l’evento speciale “Real Polish Vampires”. Sottotitolo: Presentazione del videogioco ispirato al folklore polacco.
Entrambe le mostre saranno ospitate dall’Istituto Polacco di Roma.



