Il Progetto

Poli-logo vuole esplorare l’incredibile ricchezza dello spazio umano racchiuso tra Mar Baltico e Mar Nero. Nelle estese pianure e colline che sconfinano a est verso gli Urali e a ovest prendono slancio dal grande arco dei Carpazi assistiamo al comporsi e mutare incessante, con oscillazioni ora lente ora accelerate, di tratti comuni e sensibili differenze. Questo Est così ampio e variegato è territorio di fluttuanti frontiere. Lo scandiscono le lunghe durate di un eterogeneo sostrato etnico, linguistico, culturale, religioso, antropologico. In una regione d’Europa caratterizzata da notevole complessità e, pure, da instabilità delle conformazioni politiche e delle strutture statali, ogni trasformazione dei rapporti di forza tende a ridefinire, talvolta nel breve termine, confini ed equilibri.

L’Est di Poli-logo non è un mosaico nel senso che le popolazioni che lo abitano non sono tessere ritagliate una volta per tutte, non hanno identità o peculiarità perenni. Al contrario sono comunità miste, ibride, contaminate, in continuo cambiamento, ora divise ora forti per le loro diversità, in un miscuglio di sentimenti di appartenenza non per forza antagonisti, perlopiù accavallati, se non intrecciati, nel migliore dei casi plurimi. Certo, esistono voci, atti e vicende discordanti, tensioni, differenze che alimentano ostilità, muri, barriere, odi, ferite mai rimarginate, guerre (dichiarate, striscianti), pregiudizi, stereotipi, intolleranze e altri sgradevoli codazzi di malvagità e stupidità con le quali occorre fare i conti.

Poli-logo interessa attraversare vicende drammatiche e memorie anche dolorose per indagare le reciproche narrazioni, il compenetrarsi degli immaginari. Sottili sono i legami fra le persone e molteplici le relazioni tra i diversi gruppi. Ampia è la rete di scambi, prestiti e vicendevoli influenze. Molte, le possibili forme di dialogo. Interessa la pluralità delle declinazioni quanto la dinamica delle coabitazioni, i rapporti tra maggioranze e minoranze, il rispetto e la condivisione dei “luoghi di memoria”. Per un’Europa più coesa, democratica e vicina alle sue diversità il primo passo è curiosare, fiutarsi se non già conoscersi, interfacciarsi e spingere a interagire per gettare le basi di una riconciliazione necessaria anche a Est – tra tutti gli Est, tra tutti gli Est e gli Ovest del continente, da Nord a Sud e viceversa. 

Molti sono gli autori e i personaggi da scoprire. Il campo delle idee è ricco di fonti, viaggi, mappe, geografie fisiche e mentali che danno accesso a inedite profondità, offrono inusuali chiavi di lettura e possono sfociare in valide proposte.

Poli-logo parlerà di/a/con bielorussi, cechi, estoni, lettoni, lituani, moldovi, polacchi, rumeni, russi, slovacchi, ucraini, ungheresi, e, insieme a loro, di/a/con armeni, bulgari, casciubi, ebrei, georgiani, greci, livoni, tatari, tedeschi, rom, sinti, turchi eccetera – per tacere dei nuovi flussi migratori che creano altre occasioni di vitali incontri e mescolanze fisiche e mentali.

Nato nell’onda d’urto del 24 febbraio 2022, Poli-logo è uno strumento digitale aperto e gratuito. Aperto a chi ha piacere a frequentarlo, vuole condividerlo con altri e/o arricchirlo (anche occasionalmente) con segnalazioni e contributi. Aperto a una miriade di opinioni, prospettive, ricerche, angolazioni. Aperto ai vostri commenti, se desiderate partecipare (email).

Strutturato come un blog-rivista, Poli-logo è un archivio al quale si accede attraverso porte e finestre facilmente apribili (tanti quadratini), la cui successione disegna un reticolo di possibili percorsi agili da navigare. Ciascun quadratino è un invito a sconfinare. Il lettore troverà box di appunti, indicazioni di letture, recensioni di libri, storie da ascoltare, paesaggi da ricordare o nei quali inoltrarsi, testi e scritture varie, citazioni, anche materiali audio e video. Una molteplicità di fili o di sentieri collegano i box-quadratini gli uni agli altri. 

Poli-logo ha l’italiano come lingua franca ma è affascinato dalla pluralità delle lingue. Uno dei suoi possibili percorsi dà evidenza ai testi che sarebbe auspicabile siano tradotti in italiano.

Grazie a Chiara Morawski per il logo e a Nicola Morawski per i mari disegnati.