Seminario sui problemi della traduzione negli studi letterari
di Yonas Bedzki
Nell’ambito degli Incontri seminariali Romanzo e “forme di vita”. Letture di critiche, organizzato dal Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali di Sapienza Università di Roma, venerdì 24 Aprile 2026 alle ore 18:00 presso la Scuola Superiore di Studi Avanzati, viale Regina Elena, 295 (Roma), Edificio D, III piano, aula 301, si terrà un incontro seminariale con:
Emily Apter (New York University) sul tema:
Translation Zone and Untranslatability: Rethinking World Literature
Emily Susan Apter è un’accademica, traduttrice, editrice americana. Insegna Letteratura francese e Letteratura comparata presso la New York University. Le sue aree di ricerca sono interdisciplinari: la teoria della traduzione, la filosofia del linguaggio, la teoria politica, la teoria critica, la storia e teoria della letteratura comparata. È autrice tra l’altro di Against World Literature: On the Politics of Untranslatability. Verso 2013.
Dalla scheda di presentazione:
Against World Literature: On the Politics of Untranslatability argues for a rethinking of comparative literature focusing on the problems that emerge when large-scale paradigms of literary studies ignore the politics of the “Untranslatable”— the realm of those words that are continually retranslated, mistranslated, transferred from language to language, or especially resistant to substitution.
In the place of “World Literature”— a dominant paradigm in the humanities, one grounded in market-driven notions of readability and universal appeal — Apter proposes a plurality of “world literatures” oriented around philosophical concepts and geopolitical pressure points. The history and theory of the language that constructs World Literature is critically examined with a special focus on Weltliteratur, literary world systems, narrative ecosystems, language borders and checkpoints, theologies of translation, and planetary devolution in a book set to revolutionize the discipline of comparative literature.
- Ascolta il podcast: Apter’s Politics of Untranslatability, 20 feb 2024 (durata 27:45). On the Politics of Untranslatability is a pivotal monograph in the study of comparative literature, published in 2014, ushering a significant turn in theorizing what is world literature and what it should be as a discipline in the US academia. Emily Apter is the major contributor to the recent debate about world literature theory.
- Leggi di Michele Sisto, Università ‘Gabriele d’Annunzio’ di Chieti-Pescara, World literature(s). Traduzioni e storia letteraria nazionale, “Status Quaestionis” 26/2024.
- Guarda il video: Translation in Theory and Imagination with Emily Apter and Katie Kitamura, 15 marzo 2022 (Durata 56:14).
- Leggi di Arianne Des Rochers, Robert Twiss, Against Untranslatability. Two Translators’ Response to Emily Apter, “Quaderna” 04/2018, «Found in (Mis)Translation».
- Guarda il video: Emily Apter – Against World Literature: On the Politics of Untranslatability, 13 settembre 2013 (durata 10:53).
- Leggi di Emily Apter, Against World Literature: On the Politics of Untranslatability Introduction, Verso, London-New York 2013.
Gli incontri seminarili sono a cura di Lorenzo Mainini, Gioia Paradisi, Camilla Miglio, Emilia Di Rocco.
Dalla scheda di presentazione:
Fra “critica del romanzesco” e “critica della vita”, tra rappresentazione e immedesimazione, il discorso sul romanzo, lungo tutta la storia del genere, ha da sempre interrogato la conturbante capacità del testo di perforare la parete del meramente letterario, del rappresentativo e del finzionale, per istituire invece, o simulare, un ordine dei fatti esistenziale e morale, una “costituzione etica del testo romanzesco”. Per quanto edotta dagli insegnamenti della critica formale e strutturalista, la lettura del romanzo, a differenza d’altre letture, non riesce a liberarsi da una costante pressione verso la referenzialità, e spesso l’auto-referenzialità; la ricerca sul testo, sulla rappresentazione, non abolisce mai completamente la domanda sulla “vita”.
Il ciclo seminariale rileggerà alcune pagine fondamentali della critica novecentesca, in cerca d’un canone interpretativo che interroghi i modi, storici e funzionali, che hanno fatto del romanzo una “forma di vita”; l’obiettivo ultimo è una readership del romanzesco, una didattica del romanzo, che, restando filologica, sappia accogliere le “pretese morali” avanzate storicamente dai testi e oggi dai nuovi lettori.
Tra i possibili approfondimenti si legga Lezioni di Traduzione 4 (Self-Translation as Self-Inclusion of Diversity / Autotraduzione come autoinclusione della diversità), a cura di: Nadzieja Bąkowska, Andrea Ceccherelli, Irina Marchesini, Lilec, Bologna: Department of Modern Languages Literatures and Cultures, 2025.
Dal contributo introduttivo di Andrea Ceccherelli, Diversità e indeterminatezza dell’autotraduzione:
Il volume riunisce le relazioni presentate all’omonimo convegno bolognese nel settembre del 2023. Le problematiche autotraduttive hanno ispirato, in Italia e nel mondo, un crescente numero di pubblicazioni, con una sempre più marcata impronta sociologica orientata a prediligere il contesto, i rapporti di prestigio e di potere fra le lingue, le traiettorie degli autori-traduttori. Di qui l’idea di focalizzare il convegno sull’autotraduzione come inclusione della diversità – linguistica, culturale, identitaria. La pratica autotraduttiva si intreccia oggi con le dinamiche di un mondo in cui mobilità, ibridazione culturale, multilinguismo sono realtà comuni e sfidanti nella loro complessità, oscillante fra i poli opposti di diversità/identità e inclusione/esclusione. L’autotraduzione si muove da sempre fra questi estremi: è ricerca di uno spazio mediano, spesso utopico o precario, ovvero di una doppia esistenza al di qua e al di là dello specchio, e acquista specifica attualità in ogni contesto segnato da tali dinamiche.








