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16 Marzo 2026
OggiDomaniTesi
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SpaceX Orbital Data Center System. Attenzione

Lo spazio esterno intorno alla Terra è e deve restare un bene comune

Michele Mezza, che ringrazio, segnala il fiorire di “una serie di petizioni di principio concrete da cui ricavare proposte operative per bonificare il mercato digitale e interferire con la militarizzazione dei sistemi di AI”. In particolare vedi:

– The Pro-Human AI Declaration [La Dichiarazione Pro-Umana sull’Intelligenza Artificiale]

1. Mantenere il controllo nelle mani degli esseri umani
2. Evitare la concentrazione del potere
3. Proteggere l’esperienza umana
4. Libero arbitrio e libertà degli esseri umani
5. Responsabilità e affidabilità (accountability) delle aziende che operano nel settore dell’IA

– la campagna “NOT ANTI-TECH, PRO-HUMAN”.

NON ANTI-TECNOLOGIA, PRO-UOMO
Crediamo nel progresso e nell’innovazione, ma non a scapito della nostra dignità, delle nostre comunità o delle nostre famiglie. La vera innovazione dovrebbe potenziarci, non sostituirci.
Ecco perché chiediamo che l’intelligenza artificiale sia regolamentata con gli stessi standard di sicurezza di buon senso che abbiamo per ogni altra tecnologia potente.

Nel frattempo Elon Musk annuncia di volere creare una mega costellazione di un milione di satelliti in orbita, distribuiti tra i 500 e i 2.000 km di altitudine, per spostare nello spazio l’infrastruttura utile all’Intelligenza Artificiale (risorse, capacità di calcolo): «I data center per l’AI non sono più sostenibili sulla Terra, serve lo spazio». L’idea è quella di sfruttare direttamente l’energia solare su scala massiva, cioè di attingere in maniera «quasi continua» alla potenza dell’energia solare.

Molti i dubbi già espressi dalla comunità scientifica, riguardanti, tra l’altro, l’inquinamento atmosferico dei lanci, i potenziali pericoli per l’atmosfera terrestre, inoltre la difficoltà a gestire un numero così elevato di satelliti in sicurezza, quindi il rischio di collisioni, la creazione di detriti orbitali, l’impatto negativo sull’astronomia (oscuramento del cielo, impossibilità di orientamento con le stelle).

Soprattutto, si osserva, una tale infrastruttura strategica non può essere proprietà di uno solo. La concentrazione di un così esteso potere, ogni sorta di “monopolio spaziale”, per di più in mani private, contrasta con un principio fondamentale: lo spazio esterno vicino alla Terra è un bene comune di tutta l’umanità ed è anche una risorsa limitata che non può essere piegata a logiche di sfruttamento solamente commerciali. 

Il dibattito in proposito è avviato, in effetti già da decenni. Esiste una legge dello spazio su basi antiche. Dal 1967 è in vigore un fondamentale Trattato (Outer Space Treaty), su cui riflettere. Nato nel contesto della Guerra fredda, forse oggi andrebbe aggiornato alla luce anche delle discussioni suscitate dall’Intelligenza artificiale. 

Sul passaggio dalla concezione di a-sovranità dello spazio ai contesti odierni (dominati da nuove tecnologie, ambizioni e regole, da vecchi e nuovi protagonisti e potenti, da nuove linee di faglia e campi di frizione) si segnala tra l’altro il libro di Valentina Chabert, Guerre spaziali. Conflitti e competizione per le risorse nell’era delle società private, Editore: Ledizioni, 2025.

Dalla scheda dell’Editore:

Negli ultimi decenni, il settore spaziale ha attraversato una trasformazione epocale, guidata dalla liberalizzazione dell’accesso allo spazio, dalla crescente competizione tra potenze globali e soprattutto dall’avvento di società commerciali. Questo volume analizza le dinamiche che hanno dato vita a una vera e propria rivoluzione: dall’esplosione della newspace economy, con il protagonismo di attori privati e startup, all’emergere dello spazio come nuovo dominio di guerra.
Attraverso una prospettiva storica, strategica, economica e giuridica, il libro esplora l’intreccio sempre più stretto tra settore civile e militare, l’impatto delle nuove strategie di difesa spaziale e i rischi legati alla militarizzazione delle orbite. Particolare attenzione è dedicata alla corsa alle risorse extraterrestri, all’evoluzione della governance internazionale dello spazio e al ruolo crescente delle imprese nella definizione delle regole del gioco.
Nel contesto di un equilibrio globale in rapida mutazione, viene infine analizzato il ruolo dell’Italia come potenza spaziale emergente, tra ambizioni industriali, cooperazione internazionale e capacità strategiche.
Un’indagine approfondita e attuale su come lo spazio stia diventando il terreno chiave per interessi economici, politici e militari del XXI secolo.

Leggi in proposito alcune recensioni. 

Sulle diverse dimensioni di un ambito spaziale in rapida trasformazione, sulla rinnovata e così diversa “corsa allo spazio” nel XXI secolo, sulla New Space Economy e sugli ambiti scientifici ancora da esplorare, vedi il numero 2/2024 di “Pandora Rivista”, dedicato, appunto, allo “Spazio”. 

TAG: Valentina Chabert | Bene comune | Data center | Energia solare | Innovazione | Elon Musk | Tecnologia | Intelligenza Artificiale | Satelliti | Guerra fredda | Michele Mezza | Spazio

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