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Franz Haas
29 Dicembre 2025
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Leccarsi le ferite nel prefabbricato di Varsavia

Dorota Masłowska torna a raccontare in modo grandioso la Polonia contemporanea

di Franz Haas

L’ultima prodezza letteraria di Dorota Masłowska è un libro polifonico che graffia e morde e, allo stesso tempo, intrattiene magnificamente. In una prosa vorticosa racconta gli angoli sporchi dell’anima ai margini del luccicante miracolo economico nella «stalla turbo di Varsavia». La favolosamente acrobatica traduzione in tedesco di Olaf Kühl esce con il titolo «Im Paradies» come “romanzo”, ma si tratta piuttosto di una corona di dieci racconti, non tutti direttamente collegati tra loro. 

Nell’originale polacco il libro si intitola «La ferita magica» (Magiczna rana) e ferite di ogni tipo vi sbocciano in modo affascinante. 

In Polonia l’autrice è diventata presto una star della letteratura, anche come rapper e in teatro. A diciott’anni scrisse il suo primo romanzo, e ormai sei dei suoi libri sono stati tradotti in tedesco, tra cui il brillante «Altra gente» (Inni ludzie), scintillante per arguzia linguistica, un quadro di costume della capitale grigio-luccicante tra ricchezza sfacciata e piccola criminalità amara. Di recente è uscito il cosiddetto romanzo, in realtà pièce teatrale, «Bowie a Varsavia» (2023), assai deludente. Ma ora Dorota Masłowska è tornata in piena forma: «In paradiso» è una ridda di prose di angosce soffocanti, presentate da voci narrative disparate ma sempre agili – uomini, donne e bambini che vivono per lo più nei prefabbricati, tutti intenti a lamentare un qualche «paradiso rubato» e a leccarsi le proprie ferite.

La variopinta sequenza si apre con il racconto in prima persona dell’undicenne Damian. «Questo anormale» non va a scuola, vegeta con madre, nonna, zio e zia in un appartamento maleodorante. Il padre non esiste. Si ordina la pizza, ma si sogna, con il libro di cucina «Una vita compiuta senza glutine». Poi arriva anche un «conoscente» della mamma, porta birra e hashish. «Il conoscente palpa il seno della mamma», allora il bambino fugge in bagno, dove attraverso lo sciacquone evade in un mondo fantastico – dal water al mare, su un’isola con le palme.

Quel «conoscente» ricompare più volte nel libro. In due episodi è lui stesso il narratore senza nome, un deluso «pifferaio della sventura» che lavora come barista e serve ragazzine ricche, «oche rifatte», che lo trattano come spazzatura. È la pecora nera di un’illustre famiglia intellettuale di Varsavia. Una volta, a un matrimonio “vegano”, conobbe una cugina lontana e anoressica che poi sosterrà di essere incinta di lui. Ora, anni dopo, è una influencer, siede al suo bar tra altre «ragazze a pacchi da dieci», creature in serie: «stessa risata, tic e gesti presi da TikTok».

A ritmo vertiginoso Masłowska lascia parlare i suoi personaggi, uomini e donne, con un gergo sfrontato e il vocabolario del bel mondo nuovo di Internet. Ne nascono quadri sociali abbaglianti e sinistri, ritratti degli esclusi nella Polonia in pieno boom degli ultimissimi anni, dove «a causa della guerra in Ucraina» è difficile trovare lavoro. Lo afferma almeno quella donna senza nome che monologa sulla propria ossessione sessuale. Dice di essersi incontrata più volte, «spinta dalla figa», in un albergo fatiscente con un uomo – ancora un «conoscente» – che poi l’ha mollata quando lei credeva di essere incinta, pur avendo già un figlio di undici anni.

La coppia naufraga potrebbe essere quella del primo episodio: scenari e coordinate della loro infelicità sono simili. Accanto all’hotel, sul terreno di un ex campo di concentramento, è stato costruito di recente un centro commerciale, con tanto di «multiparking per cinquemila auto». La receptionist dell’hotel, ormai demolito, ha trovato lavoro in un internet café malridotto. Si mutila incidendosi l’avambraccio e mostra alla narratrice, con vergognoso orgoglio, la sua «ferita magica».

Con una densità inaudita e un ritmo incalzante l’autrice disegna squilibri esistenziali e stati d’animo, registra moti e gesti che dicono più di lunghi discorsi in questo libro traboccante di appena 150 pagine. L’acutezza del suo sguardo potrebbe sembrare cinismo, ma affiora sempre anche la compassione per i suoi personaggi. Così pure nel 3° capitolo, «In paradiso», che in apparenza non ha nulla a che vedere con gli altri racconti, in cui la protagonista non è nemmeno polacca e ha perfino un nome completo: «Zoldana Manovic (32 anni)». Questa «ceca o croata» è un’aspirante scrittrice che, grazie a una borsa di studio, lascia il suo povero Est per un «ricco paese dell’Europa occidentale», probabilmente la Svizzera, dove finisce per annegare in un lago balneabile – osservata da un viziato dodicenne benestante e poi traumatizzato. L’incidente è narrato da due prospettive, soprattutto dalla giovane donna, che vacilla tra Tinder e masturbazione disperata. Anche lei rema stremata nel gorgo dei tempi nuovi, in un paese dove «la raccolta differenziata sembra collocarsi tra sport nazionale e religione». Senza appigli, deriva nei social media, brontolando non diversamente dal barista di Varsavia, che odia più di ogni cosa i commenti ai suoi toast al formaggio nelle «recensioni Google». Sarebbero «residui del vecchio sistema» comunista: come allora, chiunque può denunciarlo per iscritto online. 

Dorota Masłowska non descrive tutto questo con spirito accusatorio, ma con una bravura linguistica danzante, in equilibrio tra comicità e orrore.

  • In teatro: “Magiczna rana” w Teatrze Studio, 19 dicembre 2025
  • Sul libro: Dorota Masłowska: Magiczna rana, 20 ottobre 2024
  • Una recensione: Krzysztof Sztafa, Substancja żrąca, recenzja, „Mały Format”, numer 07-08/2024
  • Su un altro libro e in teatro: Dorota Masłowska z nową książką “Bowie w Warszawie” i spektaklem teatralnym na jej podstawie, 11 feb 2022
  • Vedi anche le recensioni dei suoi molti libri pubblicate su “culture.pl”

  • Tra i suoi libri tradotti in italiano: Dorota Maslowska, Prendi tutto, Frassinelli, Torino 2004

TAG: Dorota Masłowska | Franz Haas | Olaf Kühl | Rap | Sesso | Zoldana Manovic | Krzysztof Sztafa | Scrittura | Social media | Germania | Italia | Letteratura | Lingua | Polonia | Svizzera | Teatro | Traduzione | Ucraina | Varsavia

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