La giuria del prestigioso premio polacco ha reso noti i dieci migliori reportage del 2025. Tra i titoli nominato un libro italiano
In occasione dell’anniversario della nascita dello scrittore, viaggiatore, reporter e giornalista polacco Ryszard Kapuściński sono stati resi noti i dieci libri candidati al premio per il miglior reportage dell’anno nella categoria “letteratura”. Il premio, assegnato dal 2010, è organizzato dalla Città di Varsavia in collaborazione con “Gazeta Wyborcza”.
Per una descrizione dei libri selezionati vedi.
Tra i nominati per il 2025 figura anche lo scrittore italiano, vincitore del Premio Strega nel 2015, Nicola Lagioia con il suo libro “La città dei vivi”. Il testo è uscito in Polonia presso la casa editrice Czarne (su “poli-logo” abbiamo già parlato della sua collana Sulina).
“La città dei vivi” è stato tradotto in polacco da Tomasz Kwiecień e pubblicato il 17 settembre 2025 con il titolo Ciao amore ciao. Morderstwo w Rzymie [“Ciao amore ciao. Omicidio a Roma]. Il romanzo, pubblicato da Einaudi nel 2020, è “una profonda ricostruzione dell’omicidio di Luca Varani, avvenuto a marzo del 2016, da parte di Manuel Foffo e Marco Prato, due ragazzi di buona famiglia”. Il reportage di Lagioia è “un viaggio per le strade buie della città eterna, un’indagine sulla natura umana, sulla responsabilità e la colpa, sull’istinto di sopraffazione e il libero arbitrio. Su chi siamo, o chi potevamo diventare”.
Il premio verrà assegnato il 30 maggio 2026 a Varsavia, in occasione della Giornata del reportage.
Ecco i dieci candidati:
- Joanna Czeczott, Cisza nad stepem. Kazachstan i pamięć o Rosji [Silenzio sulla steppa. Il Kazakistan e il ricordo della Russia]
- Peter Pomerantsev, Propagandysta, który przechytrzył Hitlera. Jak wygrać wojnę informacyjną [Titolo oryginale: “How to Win an Information War”]
- Anna Bikont, Nie koniec, nie początek. Powojenne wybory polskich Żydów [Né inizio, né fine. Le decisioni post guerra degli ebrei polacchi]
- Kasper Bajon, Poznań kolonialny. Rodzinna historia z Tanzanią w tle [Poznań coloniale. Una storia familiare con la Tanzania sullo sfondo]
- Nicola Lagioia, Ciao, amore, ciao. Morderstwo w Rzymie [La città dei vivi]
- Antonina Tosiek, Przepraszam za brzydkie pismo. Pamiętniki wiejskich kobiet [Perdonate la brutta grafia. I diari delle donne di campagna]
- Myrosław Łajuk, Bachmut
- Emily Carrington, Nasz mały secret [Titolo originale: “Our little secret”]
- Zbigniew Rokita, Aglo. Banką po Śląsku [Aglo. Con il tram per la Slesia]
- Patrick Radden Keefe, Głowa węża. Przemytnicy z Chinatown i amerykański sen [Titolo originale: “The Snakehead: An Epic Tale of the Chinatown Underworld and the American Dream]
Ryszard Kapuściński (1932 – 2007) è da molti definito il più grande giornalista dei nostri tempi, il “Cesare del reportage”. Tanti dei suoi libri sono disponibili in italiano, tra cui una selezione delle sue opere pubblicata da Mondadori nella prestigiosa collana “i Meridiani”.
Le sue testimonianze di quarantasette anni di viaggi in oltre cento paesi del mondo, dall’Asia all’Africa, dall’America Latina all’ex impero sovietico, sono raccolte in una ventina di libri tradotti in oltre trenta lingue.
Sul tema del reportage in Polonia ascolta la puntata del podcast Podcast Książki. Magazyn do słuchania di „Gazeta Wyborcza” – Czy reportaż może dawać nadzieję [Il repotrage può dare speranza?] (durata 36:47).






