Sul presente e futuro degli studi ucraini in Europa
di Kateryna Mychka
Inalco (Institut national des langues et civilisations orientales) di Parigi, l’Università Carolina di Praga, l’Università di Varsavia e l’Università Nazionale Taras Ševčenko di Kyjiv hanno ricevuto un finanziamento Erasmus Cooperation Partnership per il progetto “EUkraine Forum – Planning the Future of Ukrainian Studies in Europe”, volto a sostenere lo sviluppo degli studi ucraini in Europa. Il progetto s’inserisce, indirettamente, nelle iniziative tese a favorire l’attuale procedura di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea.

I rappresentanti delle quattro università partner, durante il primo incontro a Parigi, 28-29 novembre 2024
Il progetto rappresenta lo sviluppo di una nuova prospettiva dell’approfondimento della disciplina “studi ucraini”, che ha riscontrato un crescente interesse in Europa a seguito dell’aggressione russa su vasta scala contro l’Ucraina. Le attività previste del progetto sono: un’analisi approfondita dello stato attuale degli studi ucraini; l’organizzazione di una conferenza a Varsavia; infine, l’elaborazione di un piano di sviluppo per gli studi ucraini rivolto alle università e ai decisori politici europei al fine di soddisfare le nuove esigenze di questa disciplina. Oltre a sostenere la conservazione del patrimonio linguistico e culturale dell’Ucraina, lo scopo del progetto EUkraine Forum è anche quello di rispondere alla crescente domanda di interpreti e specialisti dell’area, in relazione sia alla guerra in corso in Ucraina sia al contesto della potenziale adesione dell’Ucraina all’UE.
I. Lo studio dello stato attuale degli studi ucraini in Europa
La prima fase del progetto era dedicata alla mappatura dello stato corrente degli studi ucraini in Europa. Nella fase iniziale è stato somministrato un questionario riguardante gli studi ucraini in vari atenei, dove il consorzio ha individuato la presenza, a volte anche minima, di corsi dedicati all’Ucraina. Il prezioso contributo dei numerosi rispondenti provenienti dagli atenei dei vari stati dell’Unione europea è stato elaborato nel rapporto sulla situazione attuale degli studi ucraini in Europa.
Il risultato di questa fase della ricerca è descritto nel Situation Report, la cui stesura finale è stata curata dal gruppo di ricerca di Inalco. Come si legge nell’introduzione, il rapporto illustra e analizza i programmi di studi ucraini esistenti nei paesi europei mirando a comprendere come sono strutturati tali programmi, a identificarne i punti di forza e di debolezza e a riflettere sui possibili ambiti di miglioramento, dove per “studi ucraini” si intende lo studio della lingua, della letteratura, della storia e della cultura ucraine, nonché delle relazioni tra l’Ucraina e altri paesi nel contesto delle relazioni internazionali o in settori correlati.
Il rapporto affronta anche quesiti chiave, sollevando la questione se c’è effettivamente stata una rinascita dell’interesse per gli studi ucraini nelle università europee; e se le università sono in grado di soddisfare il crescente interesse per l’Ucraina e la domanda di specialisti ucraini in vari campi. Il rapporto fornisce un’analisi completa, seguita da due appendici: “Mappatura”, che rappresenta un elenco dettagliato che delinea gli studi ucraini per paese e università; e “Questionario”, che è un questionario campione utilizzato per raccogliere dati da varie istituzioni. Sebbene l’elenco delle università non sia esaustivo, esso evidenzia le principali istituzioni europee in cui gli studi ucraini sono già stati istituiti o in cui esistono studi slavi, creando il potenziale per l’introduzione degli studi ucraini.
Combinando sia la prospettiva qualitativa che quantitativa, dal rapporto emergere un certo grado di variabilità in termini di portata e struttura accademica degli studi ucraini in vari paesi europei. A livello di laurea triennale, magistrale e di dottorato solo poche università offrono attualmente programmi completi, indipendenti e specializzati in lingua e cultura ucraina. Nonostante gli esempi delle università – che pur non avendo dei programmi completi, permettono agli studenti di approfondire gli studi della cultura o civiltà ucraina come parte di programmi combinati, oppure come moduli facoltativi, programmi di ricerca o laboratori – l’insegnamento dell’ucraino rimane molto limitato in alcuni paesi europei. Dall’altro lato, per quanto riguarda la presenza dell’insegnamento della lingua ucraina come lingua straniera negli atenei ucraini, ci sono diverse possibilità, che permettono agli studenti stranieri di acquisire le competenze linguistiche necessarie per intraprendere i percorsi di studio nelle università in Ucraina.
L’analisi dei dati raccolti conferma il rinnovato interesse nei confronti degli studi ucraini in Europa, che può essere attribuito non solo al contesto geopolitico, ma anche alle iniziative proattive delle università che si dimostrano sempre più coscienti dell’importanza strategica della formazione degli specialisti sull’Ucraina. Di fatto, come viene riportato nel report, specialmente dopo l’inizio dell’invasione su larga scala nel 2022 diverse università hanno introdotto nuovi corsi o rafforzato i loro programmi relativi all’Ucraina, inserendo nella propria offerta formativa dei corsi introduttivi di lingua e cultura ucraina. In risposta a questa crescente domanda, gli studiosi promuovono attivamente gli studi ucraini organizzando conferenze, pubblicando ricerche e invitando esperti internazionali. Questi sforzi sono volti ad approfondire la comprensione delle questioni ucraine, a formare professionisti qualificati e a promuovere lo scambio intellettuale all’interno della comunità accademica internazionale.
Sebbene inizialmente l’offerta formativa possa apparire ampia e variegata, essa risulta insufficiente per affrontare la richiesta sempre crescente degli specialisti necessari nel contesto attuale. Tale problema è probabilmente dovuto alle limitate risorse finanziarie a disposizione delle università, che ostacolano l’implemento di programmi di formazione completi. In conclusione, sebbene l’interesse degli studenti per gli studi ucraini sia aumentato in modo significativo dal 2022 dall’inizio della guerra della Russia contro Ucraina, la mancanza di finanziamenti rimane un ostacolo importante allo sviluppo e sostenibilità di questi programmi nel tempo.
Per Per quanto riguarda l’ambito degli studi ucraini in Italia, un interlocutore naturale in questa fase del progetto EUkraine Forum, nonché una risorsa utile che vale la pena di richiamare, è la Mappa dell’ucrainistica italiana. Una mappa interattiva, frutto di un meticoloso lavoro della commissione di lavoro dedicata al censimento degli insegnamenti di lingua, letteratura e cultura ucraina attualmente offerti dagli Atenei italiani. La commissione opera all’interno dell’Associazione Italiana di Studi Ucraini AISU e offre una panoramica dettagliata delle università nelle quali è possibile approfondire gli studi ucraini in Italia.

Mappa dell’ucrainistica italiana sul sito dell’AISU.
II. Plasmare il futuro degli studi ucraini in Europa: Conferenza EUkraine Forum
Come possono gli studi ucraini aiutarci a ripensare l’Europa? E a preparare i futuri esperti che lavoreranno alla ricostruzione dell’Ucraina e l’aiuteranno nel suo percorso verso l’integrazione nell’UE? Questa domanda ha fatto da filo conduttore alla conferenza Planning the Future of Ukrainian Studies in Europe, tenutasi il 26-27 maggio 2025 presso l’Università di Varsavia e sostenuta dalle alleanze europee EUniWell e 4EU+, e che ha rappresentato la seconda tappa del progetto.
Il programma della conferenza ha riunito nel campus principale dell’Università di Varsavia non solo gli studiosi delle quattro università che lavorano al progetto, ma anche molti studiosi ed esperti esterni che hanno contribuito alle discussioni.

Relatori e partecipanti della conferenza
Il primo giorno è stato dedicato alla mappatura degli studi ucraini e alle metodologie per collocare gli studi ucraini nelle scienze sociali e umanistiche. Dopo il discorso introduttivo e i saluti istituzionali, il primo panel, intitolato Mapping Ukrainian Studies: Comparative Approach between Poland, the Czech Republic, France, and Ukraine [Mappatura degli studi ucraini: approccio comparativo tra Polonia, Repubblica Ceca, Francia e Ucraina], ha fornito una panoramica degli studi ucraini nei quattro paesi partner, mettendo a confronto i loro approcci istituzionali, accademici e metodologici. L’obiettivo principale del panel era identificare le priorità e le sfide per lo sviluppo degli studi ucraini in questi contesti nazionali.
Nella parte introduttiva al panel è stata più volte sottolineata l’importanza e la necessità di considerare gli studi ucraini non solo come una disciplina accademica, ma come un progetto intellettuale, culturale e geopolitico, che ha bisogno di funzionare e svilupparsi in una dimensione collaborativa, lungimirante e paneuropea, e deve coinvolgere non solo i ricercatori e le università, ma anche i decisori politici, esperti esterni alla materia e organizzazioni non governative. I relatori hanno sottolineato la necessità di decolonizzare il sapere sull’Ucraina separandola dalle narrazioni incentrate sulla Russia e di rafforzare l’infrastruttura accademica in Ucraina attraverso partnership, e non attraverso la fuga dei cervelli.
Nel corso del panel sono state proposte diverse soluzioni ai problemi individuati. La responsabile degli studi ucraini presso il Dipartimento di Studi sull’Europa orientale (Facoltà di Lettere, Università Carolina di Praga) Tereza Chlaňová, ha sottolineato, ad esempio, la necessità di contrastare le tendenze negative, quali l’insufficienza dei finanziamenti, la carenza cronica di personale ecc., migliorando la comunicazione tra le università e il grande pubblico e investendo in modo più strategico nello sviluppo degli studi ucraini nella Repubblica Ceca. Radomyr Mokryk, docente presso l’Università statale Ivan Franko di Leopoli, ha sottolineato da parte sua sia il potenziale che i limiti del mondo accademico ucraino in relazione agli studi ucraini, concludendo, che nonostante il campo degli studi ucraini disponga chiaramente di ricche risorse e sia di grande rilevanza, il sistema è spesso lento ad adattarsi ai cambiamenti politici e sociali.
Le presentazioni di Radomyr Mokryk e Tereza Chlaňová
Nella seconda parte della giornata, il panel Mapping Ukrainian Studies: European and Global Perspectives [Mappatura degli studi ucraini: prospettive europee e globali] ha offerto una panoramica degli studi ucraini in Europa, analizzando le tendenze attuali, le principali aree di insegnamento e ricerca e i recenti sviluppi nel settore. I relatori hanno sottolineato le esigenze accademiche, istituzionali e finanziarie necessarie per rafforzare gli studi ucraini in Europa, includendo anche il punto di vista delle regioni al di fuori dell’Europa.
Stanislav Tumis, docente presso il Dipartimento di Studi sull’Europa orientale della Facoltà di Lettere dell’Università Carolina a Praga, ha sottolineato nella sua presentazione l’importanza dell’insegnamento della storia per comprendere l’attuale situazione geopolitica. Ha messo in evidenza l’importanza e la necessità di un confronto più approfondito e onesto con i fatti storici, in particolare per quanto riguarda il XX secolo e l’eredità sovietica. Ha posto particolare enfasi sulla generale mancanza di attenzione verso la storia moderna dell’Ucraina e sul persistere di un’interpretazione stereotipata e sovietocentrica della storia. Susann Worschech, sociologa politica e coordinatrice scientifica presso l’Università Europea Viadrina, ha analizzato nella sua presentazione i contesti sociali e istituzionali che hanno plasmato lo sviluppo degli studi ucraini, con particolare attenzione alla Germania, dove il campo degli studi sull’Europa orientale è stato a lungo dominato dagli studi sulla Russia e sull’Unione Sovietica.
Oksana Krayevska e Stanislav Tumis durante la discussione che ha seguito la presentazione di Eleonora Narvselius
Il primo giorno della conferenza si è concluso con una tavola rotonda Developing Teaching and Research in Ukrainian Studies [Sviluppo dell’insegnamento e della ricerca nel campo degli studi ucraini], dedicata allo sviluppo dell’insegnamento e della ricerca negli studi ucraini. I relatori hanno riflettuto sui panel della mattinata e hanno discusso la possibilità di un ulteriore sviluppo collettivo degli studi ucraini in Europa e i prossimi passi per raggiungere questo obiettivo. Hanno fornito spunti e consigli per lo sviluppo degli studi ucraini sulla base dei punti di forza e delle esigenze attuali di tali programmi nelle università europee.
Tutti i partecipanti alla discussione hanno sottolineato l’urgente necessità di un sostegno istituzionale, di maggiori finanziamenti e dell’ampliamento dell’offerta formativa a livello di dottorato per formare una nuova generazione di studiosi. D’altra parte, i relatori hanno sottolineato l’importanza che gli studiosi non si isolino nell’ambito degli studi ucraini, ma si confrontino in modo critico anche con le narrazioni russe, in particolare quelle riguardanti l’Ucraina. La maggior parte dei partecipanti al dibattito ha sottolineato il ruolo fondamentale del dialogo tra il mondo accademico, il pubblico e i media. Alcuni hanno messo in luce il conservatorismo intrinseco e la lentezza burocratica delle università, che ostacolano lo sviluppo tempestivo di programmi accademici incentrati sull’Europa orientale, comprese l’Ucraina e la Bielorussia.
Il pubblico della conferenza del primo giorno
Il secondo giorno della conferenza, dedicato al tema Locating Ukrainian Studies in Training Professionals [L’importanza degli studi ucraini nella formazione dei professionisti], è stato aperto da una presentazione introduttiva incentrata sull’importanza dello sviluppo degli studi ucraini per l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea.
Hugues Mingarelli, ex ambasciatore dell’Unione Europea in Ucraina, sostenendo che la Federazione Russa ha tentato di negare all’Ucraina il diritto a una storia e a un’identità proprie e ha deliberatamente distrutto il patrimonio culturale ucraino nei territori occupati, ha affermato che la dipendenza primaria dell’Europa dalla Russia non era di natura energetica, bensì ideologica. Spiegando, come per decenni molte società europee sono state plasmate da percezioni distorte dell’Ucraina, narrazioni fortemente influenzate dalla propaganda russa, ha sottolineato che una delle missioni fondamentali degli studi ucraini nell’Europa occidentale è quella di contrastare la disinformazione russa e l’influenza ideologica. Al di là delle procedure giuridiche e politiche, secondo Mingarelli, l’opinione pubblica all’interno degli Stati membri dell’UE svolge un ruolo decisivo nel processo di adesione dell’Ucraina e gli studi ucraini possono contribuire a plasmare una percezione positiva dell’Ucraina diffondendo conoscenze sulla sua trasformazione digitale, sul potenziale economico, sulle riforme istituzionali e sugli sforzi anticorruzione.
Il terzo panel, Training Experts on Ukraine: Adapting Ukrainian Studies to Professional Market Need [Formazione di esperti sull’Ucraina: adattare gli studi ucraini alle esigenze del mercato professionale], ha coinvolto professionisti di vari settori per valutare la necessità di competenze sull’Ucraina. I relatori si sono concentrati sull’identificazione delle competenze e delle conoscenze richieste in settori quali la diplomazia, il giornalismo, il mondo degli affari, le organizzazioni internazionali e le ONG, e hanno esplorato come gli studi ucraini possano allinearsi meglio alle esigenze del mercato professionale in Europa.
Marta Ocknecht, del Centro per l’integrazione di Praga e di Post Bellum, ha presentato la Repubblica Ceca come uno dei paesi leader nell’accoglienza dei rifugiati ucraini dopo l’invasione su vasta scala da parte della Russia, che ha esercitato una notevole pressione sulle strutture di integrazione e ha messo in luce la carenza di interpreti e la mancanza di professionisti che conoscessero i contesti culturali e storici ucraini.
Kateryna Nikityuk, direttrice dell’Istituto polacco-ucraino per lo sviluppo economico, ha messo in evidenza che uno dei problemi più importanti è il divario tra il mondo accademico e il mercato del lavoro. Secondo lei, per colmare questo divario, la conoscenza accademica deve essere combinata con una preparazione pratica agli ambienti professionali. Ha raccomandato in particolare di affrontare il contesto globale nell’ambito degli studi ucraini (analisi finanziaria, opportunità di investimento, familiarità con il mondo degli affari europeo, ecc.), la cooperazione sistematica con il settore imprenditoriale, la cooperazione intersettoriale con le organizzazioni internazionali, la società civile e i think tank, nonché la formazione dei futuri leader della ricostruzione (diplomatici, avvocati, analisti).
Patryk Kugiel, analista senior dell’Istituto polacco per gli affari internazionali, ha a sua volta sottolineato la necessità di ripensare il ruolo dell’Ucraina dopo il 2022. Ha menzionato la cronica mancanza di conoscenza dell’Ucraina in Europa, specialmente nell’ambito dell’analisi politica. Una comprensione più approfondita dell’Ucraina richiede esperti che abbiano familiarità con il contesto politico interno del Paese e con la natura specifica delle istituzioni ucraine e la loro interazione con le strutture europee. La mancanza di comprensione dell’Ucraina fa sì che sono principalmente richieste oggi le competenze di esperti militari, sociologi, studiosi dei fenomeni culturali e storici.
L’ultimo panel della conferenza, intitolato Developing Ukrainian Studies as an Academic Field: Institutional and Disciplinary Perspectives [Sviluppare gli studi ucraini come campo accademico: prospettive istituzionali e disciplinari], ha discusso della crescente domanda di competenze accademiche negli studi ucraini nell’istruzione superiore e nella ricerca. I relatori hanno esplorato come promuovere l’interdisciplinarità tra scienze sociali, lingua e letteratura per rafforzare le basi accademiche degli studi ucraini.
Infine, questo evento cross-alliance ha riunito 40 partecipanti in loco e molti altri online e si è articolato attorno alla mappatura approfondita degli studi ucraini in Europa, con la discussione dei risultati ottenuti nella prima fase del progetto. Il Conference Report, offre una panoramica delle discussioni tra studiosi, rappresentanti delle istituzioni governative ed esperti culturali sulla necessità di sviluppare la conoscenza dell’Ucraina al di fuori delle narrazioni tradizionali, di progettare programmi di studio interdisciplinari e orientati alla pratica e di collegare la ricerca accademica alla formazione professionale.
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III. Development Plan for Ukrainian Studies in Europe
Il Conference Report pone le basi per la prossima tappa fondamentale del progetto, che è in fase di avviamento per la primavera del 2026: Development Plan for Ukrainian Studies in Europe, un piano di sviluppo per gli studi ucraini in Europa, rivolto ai responsabili delle istituzioni di istruzione universitaria e ai decisori politici, al fine di adeguare meglio il settore alle nuove esigenze accademiche e professionali di questo particolare momento storico.
Il progetto è finanziato dall’Unione europea. Le opinioni e i pareri espressi sono quelli degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione europea o dell’Agenzia nazionale francese Erasmus+. Essi non imputano alla responsabilità dell’Unione europea né a quella dell’autorità concedente.
Per approfondire:
Leggi Building the Future of Ukrainian Studies in Europe: Insights from the EUkraine Forum Conference in Warsaw, 4 dicembre 2025


