Il portale che raccoglie i crimini di guerra della Federazione Russa in Ucraina
di Stefano Leone
Oggi – forse come non mai – propagande, narrazioni e allucinazioni storiche riescono a spostare i fatti in secondo piano. L’alluvione di eventi rende gli eventi stessi fluidi e interpretabili. Fondamentale è dunque fissare ciò che è successo, ciò che è stato, affinché il fatto non diventi vittima dei vortici propagandistici. Ciò che permette alla propaganda di instaurarsi nell’opinione pubblica è la sua ripetizione. Gli pseudo-fatti vengono prodotti in quantità industriale (spesso da vere e proprie aziende o fabbriche di troll) e poi diffusi tramite infiniti canali non controllati, all’inizio periferici. Questa prima fase è simile a un test: una pseudo-notizia, più o meno falsificata, a volte platealmente falsa, altre magistralmente mascherata, viene diffusa su un canale sconosciuto (spesso su Telegram o siti internet di dubbie redazioni locali) e ripetuta da altri piccoli canali Telegram sconosciuti e altre piccole redazioni locali o siti poco affidabili. A volte il domino si ferma alle prime tessere e la pseudo-notizia svanisce nel nulla così come dal nulla era apparsa; altre volte invece prosegue fino a raggiungere siti e canali popolari – sia russi che internazionali. In questo modo si può studiare quali caratteristiche o quali elementi influenzano il successo della diffusione di una fake news. Tuttavia, senza un’ostinata ripetizione, la probabilità che la scintilla diventi incendio propagandistico pericoloso sarebbe molto più bassa.
La ripetizione risulta fondamentale però anche nelle attività di contro-propaganda. Spesso, affidandosi al buon senso e anche a principi positivi di attrazione dell’attenzione del lettore o del pubblico, si ritiene che la ripetizione di una tesi o di una notizia, possa poi causare una ripulsione da parte di chi legge.
In realtà, ripetere un fatto permette di fissare il fatto stesso, per noi e per i posteri. Nel caso dell’iniziativa T4P Tribunal For Putin – per un’eventuale nuova Norimberga.
Il progetto T4P è nato il 24 marzo 2022 in risposta all’intervento militare su vasta scala della Russia contro l’Ucraina del 24 febbraio 2022. L’obiettivo è documentare tramite articoli, studi, analisi, dichiarazioni e dossier i crimini che il governo e l’esercito russo commettono quotidianamente sul territorio ucraino.
“L’iniziativa globale T4P (Tribunale per Putin) nasce in risposta all’intervento militare su vasta scala della Russia contro l’Ucraina del febbraio 2022. I partecipanti dell’iniziativa documentano gli eventi che contengono elementi di crimini secondo quanto indicato dallo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, ad esempio genocidi, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, e che stanno avendo luogo in tutte le regioni dell’Ucraina.
L’iniziativa cerca di usare i meccanismi esistenti dell’ONU, del Consiglio di Europa, dell’OSCE, dell’UE e della Corte Penale Internazionale per prevenire questi crimini violenti e chiamare in giudizio i colpevoli.
Crediamo che i crimini attualmente perpetrati dalla Russia derivino dalla mancata condanna dei crimini da essa compiuti in passato”.
L’iniziativa è stata fondata dal Gruppo di protezione dei diritti umani di Kharkiv (KHPG), dall’Unione ucraina di Helsinki per i diritti umani (UHSPC) e dal Centro per le libertà civili (CHS, Premio Nobel per la Pace 2022). L’elenco completo dei partecipanti coinvolti è molto più lungo e comprende anche le seguenti associazioni:
Screenshot dalla homepage del sito
La metodologia del progetto sfrutta l’esperienza nel campo della documentazione di crimini raccolta in undici anni di conflitto. Vengono monitorate le fonti aperte andando alla ricerca di informazioni su un evento che presenta le caratteristiche di crimine di guerra. Dove possibile, i dati vengono raccolti anche sul campo. Ogni contributo è dunque il risultato di un lungo processo di documentazione, verifica e controverifica. Un’altra particolarità del progetto è la sua capillarità, dato che è attivo in ogni regione ucraina:
“Ciò che rende unico l’approccio di T4P è che documenta regione per regione. Ciascuna delle organizzazioni aderenti segue una certa zona dell’Ucraina, di solito quella dove queste organizzazioni sono già operative da anni e quindi conoscono le peculiarità locali geografiche o di altro tipo. In alcune zone T4P ha superato il Governo ucraino o le organizzazioni internazionali nel campo della raccolta dei dati sui crimini di guerra”.
Il progetto non possiede un proprio budget e rimane attivo grazie ai fondi propri di ogni associazione aderente, donazioni individuali e finanziamenti di organizzazioni e fondi internazionali. Tali finanziamenti hanno permesso anche la creazione di un apposito sito su cui vengono pubblicati gli articoli, i video, le dichiarazioni e i rapporti. Inoltre, ogni contributo viene pubblicato in ucraino e russo e poi tradotto in italiano, inglese, tedesco, spagnolo e francese – per poter così raggiungere un pubblico più vasto possibile.
A novembre del 2025 sono ripresi i lavori alla versione italiana del progetto con la traduzione di nuovi rapporti, articoli e studi dei crimini di guerra commessi dal governo e dall’esercito della Federazione Russa in Ucraina.
I contributi comprendono interviste, reportage fotografici da città ucraine completamente distrutte dall’esercito russo, dichiarazioni, video, rapporti e analisi giuridiche degli eventi in atto e si basano sempre sui fondamenti del Diritto internazionale e delle sue ramificazioni. Ogni crimine viene riportato, catalogato e “fissato” per una futura Norimberga. Le narrazioni russe vengono così smontate e contrastate.
Ecco un elenco di contributi tradotti in italiano negli ultimi due mesi e accessibili gratuitamente sul sito di T4P:
- FREE SHIZHANA! Libertà per i civili ucraini!
- Ondate di terrore
- Gli attacchi più grandi contro obiettivi civili
- L’Ufficio informazioni russo per gli affari dei prigionieri di guerra è un fake. È necessaria una reazione internazionale
- L’attacco più sanguinoso all’Ucraina occidentale
- Guerra alla natura
- Quanti sono i prigionieri ucraini nei luoghi di detenzione nemici e dove si trovano?
- Mentre si continua a dibattere sulla fine della guerra
- Testimonianze contro se stessi
- Zio Vanja, Bisonte, San Sanyč chi tortura i prigionieri di guerra ucraini?
- La più grande città per la quale si è combattuto dopo il 2022
- ‘Con un sacchetto di plastica in testa mi hanno portata in un centro di tortura a Donec’k’
- ‘Ho paura di essere rapita e portata in quella maledetta Russia’
- Dobropillja – la città sparita in due giorni
- I nostri assi nella manica
- Le torture inflitte agli ucraini nei territori temporaneamente occupati e nei luoghi di detenzione russi
- Ucraina: dichiarazione al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNHRC)






