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Paolo Zaccone
7 Marzo 2026
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Tre viaggi, una passione. Una Mostra

Su Maria Skłodowska-Curie in Italia

di Paolo Zaccone

Immagine di copertina: Marie Curie, Murales di Olivier Gratia – Parking sous la place des Sciences, Louvain-la-Neuve, Belgique, fonte

In Piemonte, nella città di Cuneo, l’antivigilia della festa della donna si è celebrata con l’inaugurazione della mostra intitolata “Maria Skłodowska-Curie in Italia. Tre viaggi, una passione”, un’importante occasione per comprendere la figura dell’illustre scienziata polacca attraverso i suoi viaggi in Italia, nonché per promuovere la Polonia e la sua cultura nel Bel Paese.

L’evento è stato introdotto dal preside Alessandro Parola, dei Licei Classico e Scientifico di Cuneo, che ospiteranno la mostra fino al 28 marzo 2026.

La mostra verte principalmente sui tre viaggi di Maria Skłodowska in Italia. Tra il 1911, il 1918 ed il 1931, quest’ultima soggiornò e visitò molti luoghi in Italia, tra cui Genova e diverse località liguri, Pisa, Napoli, Ischia, Roma nonché la piccola località di Lurisia, nel cuneese, ove lo scorso autunno la presente mostra veniva esposta per oltre un mese.

Guarda il video Maria Skłodowska-Curie in Italia. Alla Ricerca del Radio realizzato in collaborazione con l’Accademia Polacca delle Scienze di Varsavia, l’Università di Pisa e il Museo Maria Skłodowska-Curie di Varsavia (durata 24:19).

I pannelli della mostra riportano fotografie e documenti dell’epoca. Inoltre, vi sono contenuti aneddoti che umanizzano e ci avvicinano questa straordinaria scienziata, come la sua abitudine a passeggiare sul lungomare ligure, degustando le specialità locali quali ravioli, pesce, mortadella, gorgonzola.

Maria Skłodowska andò a Lurisia, per studiare le acque termali dalle notevoli proprietà terapeutiche, su invito del Governo Italiano. Ella si recò a Montecatini, a Ischia e a Lurisia nell’agosto del 1918 e, dopo il ritorno a Parigi, confermò le proprietà benefiche delle fonti di Lurisia.

Leggi l’articolo divulgativo di Marcin Górecki, La visita di Maria Skłodowska-Curie in Italia del 1918, 15 Gennaio 2024

Nell’intervento che ho tenuto durante l’inaugurazione, ho posto l’accento sul periodo di oltre venti anni trascorso da Maria Skłodowska in Polonia e sulle gravi difficoltà attraversate dai polacchi in quel momento storico, successivamente alla scomparsa della Polonia dalle carte geografiche, privata del tutto della propria dimensione territoriale nel 1795, per oltre un secolo, in ragione delle pulsioni imperiali delle potenze confinanti.

La scienziata polacca pose la basi della propria formazione specialistica a Varsavia, dove poté studiare con ottimi professori presso la cosiddetta università Volante, luogo di insegnamento clandestino, così denominato per via della mancanza di una sede fissa e dunque itinerante. La stessa dovette frequentare questi corsi clandestini in quanto, nelle terre assoggettate alla dominazione russa, le donne non potevano proseguire i propri studi oltre alle scuole superiori. Maria Skłodowska medesima riconobbe come fondamentale per i propri futuri successi nei campi della fisica e della chimica l’elevato livello di formazione ricevuta presso l’università Volante a Varsavia.

Marie Curie (1867-1934) e a sinistra nella foto suo marito il fisico e matematico Pierre Curie (1859-1906) nel loro laboratorio di fortuna pressol’École municipale de physique et de chimie industrielles, circa 1904-1906, fonte

Raggiunta la fama mondiale, la scienziata volle contribuire al rafforzamento della cultura scientifica del suo amato paese, contribuendo con fondi, capacità organizzative e fondazione di nuovi laboratori.

Maria Skłodowska manifestò l’enorme sentimento per la Polonia con l’attribuzione della denominazione di “polonio” all’elemento chimico da lei scoperto nel 1898 insieme al marito. In questo modo diede risalto e visibilità internazionale alla causa dell’indipendenza polacca, successivamente salutata con estrema gioia e commozione nel 1918, ed associò indissolubilmente il proprio nome e la propria persona alla sua amata Polonia.

Marie Curie, dettaglio della foto del Premio Nobel del 1911, fonte

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