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Yonas Bedzki
28 Aprile 2026
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La Georgia a Parigi con due fratelli

Fermenti artistici e sperimentazioni sonore e visive, editoriali e tipografiche tra la Francia e l’URSS

di Yonas Bedzki

Immagine di copertina, dettaglio rovesciato, fonte 

All’ultimo Festival du Livre de Paris (17-19 aprile 2026) ospite d’onore è stato il fumetto.

Un’attenzione speciale è stata rivolta alla Georgia con un ricco programma di letture pubbliche, incontri e dibattiti, laboratori per ragazzi, traduzioni di poesie, presentazione ed esposizione di libri. Una buona occasione per avvicinarsi a temi, autori, immagini, itinerari, storie di un paese che merita di essere maggiormente conosciuto, non solo in ottica geopolitica.

Il dialogo franco-georgiano è stato protagonista e ha avuto varie declinazioni. Ampio rilievo è stato dato ai fratelli Kirill e Il’ja (Ilya, Ilia, Iliazd) Zdanevič che hanno lasciato un notevole segno nell’avanguardia prima georgiana, poi anche francese e russa. Al riguardo, gli intervenuti hanno tra l’altro preso spunto da un libro sui due fratelli: The Zdanevich Brothers: Kirill & Ilia from 1892/4 to 1921. Polish traces in the Georgian avant-garde, a cura di Ketevan Kintsurashvii, David Janiashvili, Published by KJArt Books, Tbilisi (Tiflis), 2019.

Dalla presentazione dell’Editore:

“The book is dedicated to two brothers – Kirill (1892-1969) and Ilia (1894-1975) Zdanevich. They were Polish by their father and Georgian by their mother. Kirill, the elder brother, was an artist and writer, whereas the younger Ilia was a poet, writer and book designer. Both played an important role and left an indelible contribution to the Georgian, Russian and international chapters of the history of the avant-garde movement during the 1910s. In addition to their own artistic work, the Zdanevich brothers will also always be remembered for their discovery of the Georgian genius Niko Pirosmanashvili (1862-1918). They were the very first to pay attention to the work of this self-taught painter, and it was them who ensured that Pirosmani’s paintings were collected and studied. The book focuses upon the period when the brothers were almost unseparated – from the birth of Kirill (1892) and later Ilia (1894) until the day when they parted ways in Istanbul in 1921. This is the period during which the brothers played a fundamental part in the formation and development of Tbilisi’s avant-garde. Their names are linked to the foundation of the Futurist union 41°. Their artistic inheritance is an inseparable part of Georgian modern art and culture, but thanks to their Polish origins, everything that is linked to them also represents an important part of Polish culture, which forever merged with the history of its Georgian counterpart”.

Sul libro leggi qui

Valentina Gamkrelidze, la madre dei fratelli Kirill e Il’ja, era una pianista giorgiana formatasi col compositore Pëtr Čajkovskij. Mikail Zdanevich, il padre, un linguista polacco già deportato in Russia dalla Polonia dopo la rivolta polacca del 1863 poi emigrato in Georgia. Insegnò lingua francese in una scuola classica di Tbilisi.

Nel periodo iniziale a Tbilisi i due fratelli, attraverso una serie di innovazioni artistiche, contribuirono a definire le dinamiche del movimento cubo-futurista dell’arte d’avanguardia della loro città e regione nel XX secolo. Nel 1913, terminati gli studi assai formali presso l’Accademia Imperiale di Belle Arti di San Pietroburgo, Kirill si recò a Parigi per un anno e iniziò a esporre a Mosca, come giovane artista georgiano ormai pienamente dedito all’avanguardia. 

Nel 1917 con altri diversi artisti contemporanei dai temperamenti e dalle convinzioni affini, Kirill e Il’ja formarono il collettivo 41° – 41° alludeva contemporaneamente a una forte gradazione alcolica, alla febbre alta e alla latitudine della capitale della Georgia, Tbilisi (circa 41°42’-41°43’ Nord). Il collettivo pubblicò nel 1919 un unico numero di giornale, il cui programma era «porre il mondo su un nuovo asse». Va sottolineato che durante il suo breve tentativo di indipendenza (1918-1921), la Repubblica Democratica della Georgia fu un paese indipendente e relativamente stabile, per molti artisti ed esuli un rifugio. La situazione cambiò quando la Repubblica Democratica venne incorporata nell’URSS come Repubblica Socialista Federativa Sovietica Transcaucasica (1922-1936).

Kirill raggiunse la maturità come grafico e pittore quando i movimenti artistici proliferavano più rapidamente di quanto la maggior parte degli artisti potesse assimilare. Egli si fece affascinare da ogni “ismo”: dal futurismo all’impressionismo, dal fauvismo al cubismo e persino dal suprematismo. Però non sposò mai nessun movimento in maniera assoluta. Il suo anticonformismo lo spinse a combinare più orientamenti nella stessa composizione. In tal senso il suo fu un “disegno orchestrale”. Unendo elementi disparati e fondendo gli stili egli volle liberare l’arte dai confini del temporaneo. 

Il più giovane suo fratello Il’ja nel 1911 tradusse in russo il Manifesto futurista di Filippo Marinetti. A sua volta sviluppò un nuovo approccio alla poesia e al teatro, che prevedeva un’orchestra di voci, ciascuna delle quali si esibiva in uno stile poetico diverso, astratto e intraducibile. Per trascrivere questi complessi arrangiamenti vocali – performance sonore anche altamente visive tese a liberare il suono dal suo significato convenzionale ed esteticamente “plurali” – Il’ja inventò un’arte dinamica della tipografia. Trattò il carattere tipografico come materia prima per la composizione astratta. Talvolta controbilanciava il lettering con il collage, i suoi layout erano al tempo stesso tour de force letterari e capolavori grafici. 

I fratelli furono stretti collaboratori fino a quando la Rivoluzione russa travolse anche la loro vita. Nel 1913 Il’ja si recò una prima volta a Parigi, dove poi si stabilì definitivamente nel 1921. In Francia frequentò i surrealisti e i dada, collaborò con artisti come Sonia Delaunay, Coco Chanel e Pablo Picasso, lavorò nell’industria tessile. Dal 1940, realizzò ed editò libri d’autore che sono veri oggetti d’arte di lusso. Kirill, invece, dopo aver vissuto nel 1921-1923 tra Costantinopoli e Parigi, rimase in Georgia. Quando quest’ultima venne annessa all’Unione Sovietica, suo malgrado visse separato dal fratello. Gli anni 1948-1957 furono molto duri per Kirill. Venne represso e internato nel campo di correzione di Dubravlag, in Mordovia. Solo nel 1966 riuscì a rivedere in Francia il fratello Il’ja per qualche mese. 

Sulle loro vite e attività leggi qui.
Approfondisci e guarda alcune loro opere qui. 

Di Kirill Zdanevich vedi le opere online sul sito del Moma. 

Su Kirill leggi notizie biografiche qui. Vedi altre opere di Kirill a Tbilisi presso la Baia Gallery. In video qui. Sulle sue opere qui e anche qui e ancora qui e pure qui. 

Su Il’ja Zdanevich si leggano notizie qui  e anche qui. Vedi le opere online sul sito del Moma. Nel 2025 è stata allestita a Bolzano “la più grande retrospettiva mai dedicata all’artista in un’istituzione italiana” sul poeta Il’ja Zdanevich (aperta fino al 26 giugno 2026). Vedi il video. Altre informazioni qui. 

A Kirill e Il’ja Zdanevich si riconosce inoltre il merito di aver scoperto e collezionato i dipinti del pittore naïf georgiano Niko Pirosmani (detto il “Doganiere Rousseau del Caucaso”). 

Su Pirosmani leggi La strana storia del pittore Niko Pirosmani (che la Fondazione Beyeler ha appena finito di ricordare), “Artbooms”, January 30, 2024, con belle immagini. Guarda il video Niko Pirosmani at the Fondation Beyeler. (durata 12:29).

Leggi anche di Francesca Cogoni, La solennità della semplicità, RSI Cultura, 11 ottobre 2023, con altre belle illustrazioni. 

Guarda il video (durata 9:09). 

Presso la Galleria Modernism di San Francisco nel maggio-luglio 2023 si è tenuta la mostra From Futurism to 41 Degrees. Una precedente mostra sui due fratelli la Galleria americana l’aveva già organizzata nel 1991, cercando di creare un collegamento ideale tra il carattere innovativo dell’arte di Kirill e di Il’ja e lo spirito riformista e “liberatorio” di Mihail Gorbacëv in URSS (superpotenza che era invero sul punto di implodere). Trentadue anni dopo, nel 2023, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha fatto rivivere in modo assurdo le logiche e le divisioni della Guerra fredda. Interessanti sono state allora le motivazioni degli organizzatori della nuova mostra: “Di fronte al provincialismo del momento attuale, Kirill e Il’ja Zdanevich offrono una visione stimolante e liberatoria”.

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