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Paweł Kaczmarczyk & Paweł Strzelecki
20 Marzo 2026
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Gli immigrati in Polonia nel Rapporto Liberté!

Una voce importante nel dibattito sull’impatto che le migrazioni verso la Polonia possono avere nell’influenzarne lo sviluppo attuale e futuro

di Paweł Kaczmarczyk & Paweł Strzelecki

Immigrazione e prospettive di sviluppo della Polonia s’intitola il recente Rapporto di Paweł Kaczmarczyk e Paweł Strzelecki (Raporty Liberté!, Copyright Fundacja Liberté!, 2025-2026). Il Rapporto cerca di fare ordine nel dibattito polacco e di presentare i fatti chiave relativi all’immigrazione contemporanea nel Paese. Il Rapporto rappresenta una voce importante nel dibattito su come la migrazione possa influenzare lo sviluppo economico, il mercato del lavoro e i cambiamenti sociali oggi e negli anni a venire.

Leggi l’intero Rapporto in polacco

Gli obiettivi del Rapporto sono:

  • individuare le cause delle attuali sfide migratorie. In particolare, evidenziare quali siano e quali saranno le conseguenze della trasformazione della Polonia in un paese di immigrazione netta. Quali gli effetti della migrazione oggi e in futuro (a livello di effetti economici, sociali e/o politici)?
  • delineare l’attuale situazione migratoria, con particolare attenzione alla presenza di migranti provenienti dall’Ucraina (lavoratori, tipici migranti economici, persone giunte in Polonia dopo lo scoppio della guerra di aggressione russa);
  • tentare un bilancio economico e sociale dell’ultima fase di immigrazione in Polonia;
  • definire i possibili scenari di evoluzione della situazione, analizzare sfide e opportunità, quindi riflettere sul loro significato per le prospettive di sviluppo future della Polonia.

Scrivono gli autori del Rapporto Paweł Kaczmarczyk e Paweł Strzelecki: 

Dopo decenni di assenza dal dibattito pubblico in Polonia, la questione dell’immigrazione è diventata uno dei temi chiave, oggetto di un aspro conflitto politico.

L’intensità della controversia non sorprende, se si considera che si è verificato un cambiamento radicale dello status migratorio della Polonia, che da paese di emigrazione (nel periodo post-comunista su scala massiccia) è diventata un’area di immigrazione. Ciò significa che ci troviamo a confrontarci – la società come la classe politica – con un fenomeno relativamente poco conosciuto e ancora non del tutto compreso. 

Allo stesso tempo, a questo processo si sovrappongono i cambiamenti geopolitici nel mondo contemporaneo. È definitivamente finito il tempo in cui si poteva cedere all’illusione della fine della storia, credere nei benefici inequivocabili della globalizzazione e nei cambiamenti evolutivi dei fenomeni migratori. La rapidità dei cambiamenti e le reazioni sociali fanno sì che i politici, ancora meno che in passato, facciano riferimento ad analisi o studi approfonditi, invece seguono gli umori e le paure sociali del momento. 

Proprio in questa situazione migratoria, nuova dal punto di vista polacco, cresce l’importanza di un’analisi oggettiva dei processi in atto e delle loro conseguenze. Alla base di questo testo c’è, tuttavia, la convinzione che il dibattito pubblico in Polonia sia spesso basato su premesse errate o volutamente distorte e che, inoltre, non tenga conto delle specificità del nostro Paese. Quest’ultimo elemento può avere un’importanza fondamentale quando si tratta di riflettere sul ruolo della migrazione nello sviluppo futuro della Polonia.

Raccomandazioni finali del Rapporto:

1. La Polonia deve portare avanti / intensificare le azioni volte a sfruttare nel modo più efficace possibile il potenziale della forza lavoro locale.
2. Un grave rischio è quello di ripetere l’errore commesso da molti paesi dell’Europa occidentale e di non saper sfruttare adeguatamente il capitale umano degli immigrati.
3. Stimolare il cambiamento tecnologico, in particolare la robotizzazione.
4. Creare un sistema concreto di sostegno agli immigrati e definire i possibili percorsi di partecipazione alla società e all’economia polacche.
5. Gestire in maniera proattiva la coesione sociale.

Il numero di stranieri assicurati presso lo ZUS (Istituto di previdenza sociale) si è attestato a fine 2025 a 1,295 milioni (fonte). I cittadini ucraini rappresentavano il 67,0% del numero totale di stranieri che lavoravano in Polonia nel 2025. Costituiscono dunque il gruppo più numeroso di stranieri attivi in Polonia. All’inizio del 2025 erano circa 700-740 mila. La maggior parte di essi è impiegata nei settori dell’industria, dell’edilizia, dei servizi e dei trasporti. Se i cittadini ucraini rappresentano circa il 5% di tutti i lavoratori in Polonia, all’inizio del 2026 in Polonia risiedono complessivamente tra 1,55 e 1,9 milioni di cittadini ucraini. Sul loro valore aggiunto leggi:

Paweł Strzelecki, Jakub Growiec, Robert Wyszyński, The contribution of immigration from Ukraine to economic growth in Poland, “Review of World Economics”, 158, 2022, pp. 365–399. Abstract: 

From 2014 onwards Poland witnessed an unprecedented inflow of immigrant workers from Ukraine. Coupled with strong labour demand, this surge in labour supply provided a major contribution to Poland’s economic growth. However, due to problems with capturing immigration in Labour Force Survey data this contribution has remained hitherto largely unaccounted in official data. This paper uses a range of alternative official data sources to estimate the actual number of immigrants, and survey data on migrant characteristics, collected in four Polish cities, to estimate the effective labour supply of Ukrainian immigrants in terms of productivity-adjusted hours worked. The authors find that the arrival of Ukrainian workers was increasing the effective labour supply in Poland in 2013–2018 by 0.8% per annum. Imputing this additional labour supply in a growth accounting exercise they find that the (previously unaccounted) contribution of Ukrainian workers amounted to about 0.5 pp. per annum, i.e., about 13% of Poland’s GDP growth in 2013–2018. The same figure should be subtracted from the residual contribution of total factor productivity growth, suggesting that recent growth in Poland has been in fact much more labour-intensive than previously interpreted.

Un capitolo a parte riguarda i rientri in Polonia dei polacchi precedentemente emigrati all’estero. Al riguardo, un’analisi recente effettuata sui dati della piattaforma di trasporti Clicktrans (Przeprowadzki 2025. Na podstawie danych serwisu Clicktrans.pl) ha fotografato una situazione variegata. 

Nel complesso del via-vai dei polacchi dall’estero verso la Polonia (in arancione) e dalla Polonia verso l’estero (in verde), secondo l’ultimo monitoraggio clicktrans, nel 2025 i ritorni in Polonia (68%) sono stati più del doppio delle partenze dalla Polonia (32%). La crescita economica della Polonia, l’innalzamento del livello di vita, la percezione della sicurezza – sono tutti fattori che rendono il paese più attrattivo che nel passato. Inoltre, sale il numero degli stranieri interessati a vivere in Polonia (per esempio, i britannici stabiliti in Polonia sono passati da 113 mila nel 2020 a 185 mila nel 2025), mentre aumentano le imprese straniere che investono e lavorano nel paese.

Nel complesso delle partenze dalla Polonia (in arancione) e dei ritorni in Polonia (in verde) monitorati dal rapporto clicktrans 2025, degno di nota è il fatto che su quasi tutte le rotte prevalgono i viaggi di ritorno (tendenza documentata dal 2022). Solo nei casi dell’Italia (Włochy) e della Spagna (Hiszpania) la tendenza è inversa. I polacchi scelgono più volentieri di trasferirsi in questi paesi (per la qualità della vita, del clima e degli stili di vita) piuttosto che tornare in patria da essi. Dalla Polonia le partenze verso l’Italia (56,9%) sono più numerose che i rientri in Polonia dall’Italia (43,1%).
E ciò nonostante gli aumenti dei prezzi sulle rotte verso sud. Il costo del trasporto dalla Polonia verso la Spagna è salito in un anno di oltre il 12% (da 4146 PLN a 4649 PLN = +503 PNL), mentre quello verso l’Italia di quasi l’8% (da 3712 PLN a 3999 PLN = +287 PLN). La dinamica più marcata è stata registrata nel costo del ritorno dall’Italia in Polonia: è aumentato addirittura del 34% (da 2.452 PLN a 3.289 PLN = + 837 PLN). 

Nel complesso degli arrivi e delle partenze monitorato dal rapporto clicktrans, nel 2025 (in verde) dalla Polonia i polacchi si sono diretti in prevalenza verso:

  • la Germania (19,9%: la cui posizione di destinazione leader si è rafforzata di 1,1 punti percentuali rispetto al 2024); 
  • la Spagna (14,9%: nonostante il calo di popolarità rimane al secondo posto); 
  • i Paesi Bassi (8,3%: hanno registrato un calo di interesse); 
  • l’Italia (7,1%: è la sorpresa più grande del 2025, perché per la prima volta l’Italia ha superato in attrattiva il Regno Unito nella classifica delle destinazioni preferite dai polacchi);
  • la Gran Bretagna (6,9%, pari a 7 mila persone arrivate).

Nel complesso degli arrivi e delle partenze monitorato dal rapporto clicktrans, nel 2025 (in verde) i polacchi ritornati in Polonia provenivano in prevalenza da 5 paesi: 

  • Germania (29,6%). La Germania rimane la destinazione numero uno per i polacchi sia per chi si trasferisce all’estero sia per chi torna in patria, con una % in crescita;
  • Paesi Bassi (23,5%);
  • Gran Bretagna (13,9%, pari a 25 mila persone). Dopo la Brexit il paese sta perdendo importanza;
  • Belgio (5,4%);
  • Francia (3,8%). 
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