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Paolo Morawski
26 Aprile 2026
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Černobyl’ 1986-2026

La vera data finale del comunismo?

di Paolo Morawski

Immagine di copertina dal sito di “The Kyiv independent”, 26 aprile 2023, fonte.

Leggi Haley Zehrung, Chornobyl nuclear disaster, “The Kyiv independent”, 26 aprile 2023. The Chornobyl nuclear accident occurred on April 26, 1986, at around 1 a.m. when one of the plant’s nuclear reactors exploded during a planned test. The explosion forever marred the surrounding environment and contaminated a 150,000-square-kilometer swath of land in the nexus between Ukraine, Belarus, and Russia. The Chornobyl Nuclear Power Plant is located around 130 kilometers north of Kyiv near the Ukrainian town of Prypiat. At the time of the accident, Ukraine was a part of the Soviet Union. The accident is the most devastating nuclear disaster in the history of nuclear energy production in terms of civilian casualties to date. 

Il 26 aprile 1986 l’esplosione di un reattore nella centrale nucleare di Černobyl’ (Chernobyl), nell’Ucraina sovietica, provocò un disastro umano (migliaia di vittime) e ambientale che sconvolse l’URSS, contaminò quasi tutta Europa e impaurì mezzo mondo. Oggi, quattro decenni dopo, la centrale è nuovamente minacciata dalla guerra della Russia contro l’Ucraina. Al contempo resta un monito spettrale contro il nucleare (a causa della lunga durata delle contaminazioni radioattive, del problema dello smaltimento delle scorie, sul piano della sicurezza, della convenienza, della sostenibilità). È anche una “metafora perfetta del mondo che ci circonda, del rapporto che l’uomo ha con la tecnologia, della costante disinformazione che ci colpisce a ogni nuovo disastro ambientale” (fonte).  Sul piano storico fa ancora discutere se Černobyl’ possa essere considerato, come affermato dallo stesso Mihail Gorbacëv, allora Segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, una delle vere cause del crollo dell’Unione Sovietica, forse più della Guerra Fredda.

Per molti Černobyl’ fu un catalizzatore fondamentale nella dissoluzione dell’URSS. Nel senso che l’incidente, svelando le inefficienze del sistema sovietico, la pericolosità delle sue tecnologie e la menzogna della propaganda, minò definitivamente la fiducia dei cittadini sovietici nel Partito Comunista. Se Gorbacëv fu, alla fine dei conti, l’ultimo capo dell’Unione Sovietica è perché – secondo questa tesi – il tentativo iniziale di insabbiare la catastrofe da parte del governo distrusse la credibilità della sua politica di glasnost’ [trasparenza]. La popolazione smise di credere alle menzogne ufficiali. In Ucraina e Bielorussia, le repubbliche più colpite dalle radiazioni, la sciagura inoltre alimentò il desiderio di indipendenza da Mosca e accelerò le spinte nazionaliste-indipendentiste, culminate nel crollo dell’Unione nel dicembre 1991. Le ripercussioni di Černobyl’ sull’approvvigionamento energetico mondiale e sulla crisi energetica nell’URSS e nell’Europa dell’Est contribuirono a un ripensamento delle priorità economiche e politiche del programma di riforma dell’Unione Sovietica. Infine, contò enormemente il costo economico della gestione dell’emergenza e della successiva bonifica. L’onere finanziario della tragedia risultò insostenibile per un’economia sovietica già in crisi, accelerandone il collasso. Pur non essendoci mai una causa unica agli accadimenti e ai fenomeni storici, Černobyl’, avendo messo a nudo tutte le disfunzioni del sistema, in sostanza rappresentò il punto di non ritorno che rese evidente la necessità di un cambiamento radicale, diverso da quello propugnato da Mihail Gorbacëv e dai suoi sostenitori. 

Dunque, fu l’incidente di Černobyl’ nel 1986 che portò al definitivo ammaina bandiera del sistema sovietico nel 1991?

  • Ascolta Alberto Basciani, Luoghi: l’incidente nucleare di Černobyl’, Rai Radio 3, RaiPlay Sound, 24 aprile 2026 (durata 29:18). Repertori: Enzo Biagi annuncia all’Italia l’avvenuto disastro (Rai Uno, 29/4/1986); il servizio da Černobyl’ di Sergio Zavoli, con la testimonianza del pompiere Igor Kovalsky; congresso Pcus 1986; votazioni in Ucraina per l’indipendenza (TG2, 2/12/1991). 
  • Leggi il dossier su Černobyl’ dell’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, 24 febbraio 2026. All’interno, tra l’altro: Černobyl’ 40 anni dopo: tra memoria e realtà della guerra. L’impatto di Černobyl’ sull’Europa centro-orientale. Perché l’Ucraina sceglie il nucleare 40 anni dopo Černobyl’. Guerra e ricerca scientifica a Černobyl’.
  • Leggi di Ezio Azzolini, Sono passati 40 anni da Chernobyl, la storia del disastro e come una serie tv magnifica è riuscita a raccontarcela,  “Wired Italia”, 24 aprile 2026. La notte del 26 aprile del 1986 l’incidente al reattore 4 e la catena di omissioni, silenzi e coperture. Sei anni fa la miniserie tirava una linea definitiva tra narrazione e ricostruzione
  • Guarda il documentario Ucraina: Chernobyl durante la guerra, ARTE Reportage, ARTE in italiano. Chiunque conosce questo nome: Černobyl’. Da quarant’anni a questa parte, pronunciarlo significa rievocare i ricordi dell’esplosione di un reattore, di una nube radioattiva che attraversa l’Europa, la possibilità di un’apocalisse nucleare. Černobyl’ fa parte dell’immaginario collettivo mondiale. Ma oggi, in Ucraina, Černobyl’ non è solo un ricordo, purtroppo. Regia: Lucas Menget. Fotografia: Paul Cabanis. Montaggio: Jérôme Prouvost. Produzione MAXIMAL. Produttore: Benoit Chaumont. Francia 2026 (durata 24:15)

Alcuni libri per capire il drammatico incidente di Černobyl’ e le sue conseguenze. 

  • Natalia Litvinova, Lucciola, traduzione di Elisa Tramontin, La Tartaruga 2026. Il romanzo della scrittrice bielorussa emigrata in Argentina, che racconta del mondo dopo il disastro di Černobyl’. La protagonista cresce ai margini del disastro in una terra ferita, in un’Unione Sovietica sull’orlo del disfacimento, tra “bambini radioattivi”, raccolti contaminati e vite sospese. In questo paesaggio di miseria e trauma, sono le donne a custodire la normalità e a coltivare la memoria.
  • Andrew Leatherbarrow, Chernobyl 01:23:40. La storia vera del disastro nucleare che ha sconvolto il mondo, traduzione di Irene Annoni, TEA 2023. Questo libro, il risultato di cinque anni di ricerca, è un resoconto accessibile e completo su quel che accadde realmente. La narrazione storica si alterna al racconto del viaggio dell’autore nella città ucraina di Pripyat, ancora abbandonata, e nell’estesa Zona di esclusione di Černobyl’. Un reportage completo che comprende fotografie dell’attuale paesaggio di Pripyat.
  • Elena Dundovich, Chernobyl. L’assenza, Passigli 2022. Gli sforzi compiuti dalla Commissione Delors per elaborare insieme all’Agenzia Internazionale per l’Energia atomica una linea politica comune a livello europeo non solo per fronteggiare gli effetti immediati dell’incidente, ma anche per elaborare una linea politica da seguire per il futuro.
  • Michael Marder (autore), Anaïs Tondeur (illustratore), Chernobyl herbarium. La vita dopo il disastro nucleare, Mimesis 2021. Il libro ripercorre il lascito di questo drammatico evento con una narrazione in cui i frammenti poetici di Michael Marder, filosofo ambientale e vittima indiretta delle radiazioni, si intrecciano ai delicati fotogrammi vegetali dell’artista visuale Anaïs Tondeur che usa l’immagine per restituire il più fedelmente possibile l’anima ferita di Černobyl’: né fotografie né dipinti, ma delicate immagini di piante irradiate, fotogrammi generati dalle impronte dirette di campioni d’erbario radioattivi disposti su carta fotosensibile.
  • Serhii Plokhy, Chernobyl. Storia di una catastrofe nucleare, traduzione di Rosa Prencipe, Caterina Chiappa, Rizzoli 2019. Basato su documenti dell’epoca – molti dei quali inediti e molti riservati, e sulla testimonianza diretta di chi c’era, il libro è un resoconto del dramma di eroi, carnefici e vittime, ma anche un’analisi impietosa della superpotenza sovietica. Un colosso che, pochi anni dopo, sarebbe drammaticamente collassato, distrutto dall’interno dal suo disfunzionale sistema politico e gestionale che il disastro di Černobyl’ ha contribuito a mettere a nudo.
  • Svetlana Aleksievic, Preghiera per Cernobyl’. Cronaca del futuro, traduzione di Sergio Rapetti, e/o 2018. «A interessarmi non era l’avvenimento in sé, vale a dire cosa era successo e per colpa di chi, bensì le impressioni, i sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l’ignoto. Il mistero. Černobyl’ è un mistero che dobbiamo ancora risolvere… Questa è la ricostruzione non degli avvenimenti, ma dei sentimenti. Per tre anni ho viaggiato e fatto domande a persone di professioni, destini, generazioni e temperamenti diversi».
  • Francisco Sanchez, Natacha Bustos, Cernobyl. La zona, traduzione di Diego Fiocco, Tunué 2016. Un fumetto per rendere omaggio a quelle persone che hanno subito le conseguenze dell’energia nucleare fuori controllo. Per non dimenticare mai più quello che è accaduto. Lontani dal facile sensazionalismo e dalla polemica, gli autori osservano a distanza, con le lenti della finzione, le storie di vita dei loro personaggi, offrendo al lettore un invito a comprendere, indagare e riflettere su ciò che Černobyl’ ancora oggi rappresenta.
  • Francesco M. Cataluccio, Chernobyl, Sellerio 2011. La catastrofe nucleare di Černobyl’ fu l’estremo anello di una lunga catena di evacuazioni e massacri di genti, di luciferini stermini di culture. Reportage di viaggio in forma di romanzo dalle forti venature autobiografiche, questo libro mira a far riemergere lo spirito sepolto di luoghi abbandonati; a rifarne la storia.
  • Paolo Parisi, Chernobyl: di cosa sono fatte le nuvole, graphic novel, Becco Giallo, 2006. Fumetto. Černobyl’, una storia dimenticata. Eppure metafora perfetta del mondo che ci circonda, del rapporto che l’uomo ha con la tecnologia, della costante disinformazione che ci colpisce a ogni nuovo disastro ambientale.

Leggi di Alfredo di Costanzo, Chernobyl, 40 anni dopo. Quarant’anni fa, il 26 aprile 1986, il disastro di Černobyl’ impartiva al mondo una lezione indelebile sull’atomo. Oggi, mentre il tema nucleare torna prepotentemente al centro delle strategie energetiche del Governo, “Nuova Ecologia” presenta Figli della nube, un volume digitale dedicato all’evento che ha segnato la storia dell’ambientalismo con una selezione di inchieste, reportage, illustrazioni e vignette pubblicate sul mensile di “Legambiente” dal 1986 a oggi, 24 aprile 2026

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