Videogiochi e Guerra fredda. In URSS e non solo
Voci della Guerra fredda – Giocando al di là del muro. Nell’ambito della mostra “Voci della Guerra fredda” e del ciclo di incontri a essa correlati (vedi sotto), il 10 aprile 2026, a cura di Storigrafica e 12-Bit Retrogaming Associazione Culturale, presso il Civico Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez” di Trieste si è tenuta la conferenza intitolata: I videogiochi del Blocco Orientale durante la Guerra fredda.
La conferenza ha approfondito in particolare la storia dei videogiochi dell’Europa orientale nell’epoca della Guerra fredda, nell’ambito di un’indagine approfondita e variegata della storia e della società del secolo breve attraverso testimonianze inedite, cultura ludica del blocco orientale e analisi geopolitiche inerenti la vita in caserma, i videogiochi dell’Europa orientale e le strategie di confine.
Davide Lorigliola ha dialogato sul tema con Daniele De Bortoli. Attraverso lo studio di una bibliografia in lingua inglese, tedesca e italiana, la ricerca sui videogiochi oltre la Cortina di Ferro ha analizzato sia le caratteristiche tecniche e videoludiche dei titoli selezionati, sia il ruolo da essi svolto nei contesti sociali e storici esaminati. La disamina del hardware e del software ludico sviluppati oltre la Cortina di ferro, evidenzia come questi prodotti riflettessero il contesto sociale e tecnologico del blocco socialista.
Sono state raccontate le modalità di distribuzione del software via radio nella Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. E si è narrato dei cabinati prodotti nella Repubblica Democratica Tedesca e di come la Stasi si sia infiltrata nei club di appassionati del Commodore 64 di Berlino Est, alla ricerca di dissidenti e videogiochi proibiti dal regime. È stato infine mostrato come Tetris di fatto sia diventato il prodotto made in URSS più esportato al mondo.
Guarda la registrazione video dell’incontro (Durata 57:16).
Le immagini che seguono sono fotogrammi tratti dal video.
Voci della Guerra fredda – Leggi la presentazione del progetto. La dimensione umana della Guerra fredda: storie di vita oltre i blocchi. Vedi il portale.
Voci della Guerra fredda – conferenza sul ruolo di Trieste nella Guerra fredda, 20 marzo 2026, presso il Museo “Diego de Henriquez” di Trieste con Pierpaolo Donvito (autore di Avamposto Trieste e Pattuglie ad Est) in dialogo con Massimo Sgambati. Trieste non era solo una città, ma un vero e proprio avamposto. Com’era davvero il servizio militare lungo il confine orientale? Qual era il ruolo dell’Esercito Italiano? C’era la percezione del rischio di un’invasione da Est? Guarda la registrazione video dell’incontro (Durata 54:39).
Voci della Guerra fredda – presentazione il 24 aprile 2026 del volume La soglia di Gorizia e la difesa del confine orientale italiano, a cura di Giulia Caccamo, FrancoAngeli, Milano 2025. L’incontro analizzerà la “Soglia di Gorizia” come varco strategico per un potenziale attacco del Patto di Varsavia. Grazie a documenti inediti, verranno ricostruite le pianificazioni della NATO, il ruolo della Jugoslavia e l’evoluzione della deterrenza nucleare in un’area di confine che oggi, fortunatamente, è simbolo di pace e integrazione.
Voci della Guerra fredda – la mostra, ospitata al Museo della Guerra per la Pace “Diego de Henriquez” (21 febbraio-31 maggio 2026) è stata realizzata da Storiografica APS in coorganizzazione con il Comune di Trieste. Ha inteso ripercorrere l’esperienza di migliaia di giovani che prestarono servizio di leva nel Friuli Venezia Giulia in quel periodo. Ascolta la visita guidata radiofonica alla mostra , realizzata da “Sconfinamenti”, un programma di Rai Friuli Venezia Giulia, di Massimo Gobetti, con Antonella Cosenzi e Massimo Sgambati, 28 marzo 2026 (Durata 47:33)
Segni del tempo – Il graffito “finirà” inciso su un pilastro di una caserma dismessa, fonte









