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Stefano Leone
21 Settembre 2026
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Vaterland – il viaggio di Thomas ed Erika Mann nella Germania post bellica

Paweł Pawlikowski racconta sul grande schermo il primo viaggio dei Mann in una Germania divisa e in macerie

di Stefano Leone

Tutte le immagini sono tratte dal film Vaterland, fonte

Nel 2025 la Germania e il mondo hanno festeggiato il 150º anniversario della nascita di Thomas Mann (1875-1955), vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1929, poi scrittore tedesco in esilio negli Stati Uniti dal 1933 dopo la presa di potere del regime nazista in Germania.

In occasione del Festival di Cannes 2026 è stato presentato Vaterland (in inglese Fatherland) un film del regista polacco Paweł Pawlikowski che racconta il ritorno di Mann nelle due Germanie post-belliche nel 1949.

Dalla scheda di presentazione del film

Thomas Mann torna in Germania con la figlia Erika dopo l’autoesilio negli Stati Uniti e l’attraversa per un ciclo di conferenze su Goethe passando dalla Germania Ovest alla Germania Est in un alternarsi di apprezzamenti e recriminazioni nei suoi confronti. Pawlikowski aggiunge una nuova riflessione al suo percorso di indagine sul rapporto tra l’uomo e la Storia.

La prospettiva questa volta è ribaltata. Siamo a livelli alti. Il protagonista è l’autore dei Buddenbrook, uno dei capisaldi della letteratura tedesca del Novecento, colto nel momento in cui fa ritorno nella sua Heimat che aveva lasciato per riparare negli Stati Uniti. Pawlikowski lo fa entrare in scena dopo averne presentato un ritratto in nero fatto dal figlio al telefono con la sorella Erika che ne è diventata l’assistente. Da questa telefonata ha inizio un percorso che, attraverso gli incontri e gli scontri del grande autore con ciò che è rimasto della sua patria d’origine (la Svizzera diventerà il suo luogo di residenza), ci mostra macerie intellettuali e opportunistiche che finiscono con il tramutarsi in pretesti per accusarlo di viltà a causa del suo espatrio (avvenuto dopo che i nazisti avevano dato l’avvio ad una campagna contro la sua persona).

Guarda il trailer ufficiale in tedesco (durata 02:08). E il trailer con sottotitoli in italiano.

Leggi la sinossi in tedesco.

Leggi l’articolo-recensione di Andrea D’Addio Cannes 2026, Vaterland: Paweł Pawlikowski racconta Thomas Mann tra le macerie delle due Germanie e la colpa , “Screenweek”, 16 maggio 2026.

Con Fatherland Pawlikowski ha conquistato la Palma d’argento a Cannes per la miglior regia, replicando il successo del 2018 con Cold War.

Il regista è consapevole che il suo film non sia storicamente sempre corretto, ma il suo interesse verte più sul “triangolo amoroso” tra il padre Thomas Mann e i suoi figli Erika e Klaus, che si suicida proprio a Cannes durante il viaggio in Germania del padre con la sorella.

In proposito leggi l’articolo (in tedesco) di Patricia Battle “Vaterland”: Film über Thomas Mann handelt von einem “Liebesdreieck”. “NDR”, 23.05.2026.

Il film è un road-movie, non tanto geografico, ma psicologico e morale, girato in Polonia e nato dalla cooperazione tra Polonia, Germania, Italia, Francia e Regno Unito. Paweł Pawlikowski racconta con grandiosi immagini cinematografiche una grande storia famigliare tedesca nel tumulto del dopoguerra.

Secondo il racconto di Pawlikowski, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il Premio Nobel Thomas Mann (Hanns Zischler) e sua figlia, l’attrice, autrice e cabarettista Eika (Sandra Hüller), in occasione del bicentenario della nascita di Goethe, accettano l’invito sia della Germania Ovest e che della Germania Est. Entrambe la parti desiderano parole di conforto, approvazione e perdono da parte del più grande di tutti i narratori. Padre e figlia intraprendono così un viaggio attraverso una Germania in macerie: da Francoforte sul Meno nella zona di occupazione statunitense fino a Weimer, sotto il controllo sovietico.

Tra euforici eredi di Wagner e generali versati in letteratura, lo scrittore più importante della Germania viene corteggiato e talvolta anche insultato, mentre il suo dramma famigliare si intensifica silenziosamente. È la prima volta dopo la guerra che Thomas Mann torna nella sua patria, dalla quale era fuggito in esilio. Un viaggio nell’anima ferita della Germania, destinata a guarire, diventa per Erika e il Mago (come i figli spesso chiamano Thomas Mann) un viaggio nel profondo di sé stessi.

I due protagonisti sono interpretati da Hanns Zischler e Sandra Hüller.

Dalla recensione di Marcin Radomski per “kultura.onet”, 18 settembre 2026.

«Da anni Pawel Pawlikowski racconta storie di persone sospese tra memoria e dimenticatoio. I protagonisti dei suoi film cercano di tornare in luoghi che non esistono più o, se esistono, allora solo come fantasmi emotivi.

In Ida si trattava di una storia sepolta sotto strati di silenzi e traumi nazionali. In Cold War la Polonia era una ferita, da cui era impossibile fuggire, anche quando i protagonisti attraversavano Parigi, Berlino o la Jugoslavia.

Vaterland va oltre. È un film più amaro, freddo e forse anche il più maturo di tutta l’opera di Pawlikowski. Non si interroga più soltanto sulla possibilità del ritorno, ma su qualcosa di più difficile: la patria, che ha deluso moralmente, continua ad avere il diritto di esigere amore?

Pawlikowski non è interessato alla biografia classica del grande scrittore, e neanche al dramma storico. Lo interessa l’Europa dopo la catastrofe, un continente che cerca di ricostruire la propria identità dalle rovine, dal senso di colpa e dalla rimozione.

Da Vaterland è difficile distogliere lo sguardo. È un film consapevole della propria forma, ipnotico, estremamente coerente e profondamente riflessivo. Pawlikowski dimostra ancora una volta di essere uno dei registi europei più importanti».

Il film della durata di 82 minuti è girato completamente in bianco nero ed è tratto liberamente dal romanzo Il mago, di Colm Tóibín.

In Polonia il film è stato presentato il 19 giugno, mentre in Germania, dopo la première del 27 giugno 2026, quando ha aperto il 43° Festival internazionale del cinema di Monaco, è nelle sale cinematografiche dal 3 settembre. Bisognerà aspettare il 15 ottobre per vedere Vaterland al cinema in Italia.

Pawlikowski tocca temi oggi più attuali che mai che si lasciano riassumere dalla frase finale del trailer , uno scambio tra Erika e Thomas.

Erika: “Ich will nach Hause, Papa…” / “Voglia tornare a casa, papà…”

Thomas: “Hm, wo ist das?” / “Hm, e dov’è casa?”

TAG: Thomas Mann | Erika Mann | Klaus Mann | DDR | Germania Ovest | Germania Est | Pawel Pawlikowski | Festival di Cannes | Festival internazionale del cinema di Monaco | Francoforte | Weimar | Goethe | Hanns Zischler | Sandra Hüller | Colm Tóibín | Premio Nobel | Stefano Leone | Emigrazione | Stati Uniti | Cinema | Esilio | Germania | Letteratura | letteratura tedesca | Polonia | Seconda guerra mondiale

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