Trecentocinquant’otto pagine per percorrere la ricca e rumorosa storia della letteratura ucraina
di Stefano Leone
Immagine di copertina: collage di Ukraine World, fonte
Nel 1998 veniva pubblicato per Carocci Editore La civiltà letteraria ucraina, volume curato da Oxana Pachlovksa che in più di mille pagine propone al lettore italiano una lunga passeggiata nella storia della civiltà letteraria ucraina. Si può percorrere il cammino in dieci tappe, partendo dalla “Atlantide ucraina”, passando per la Rus’ di Kyiv, l’origine del processo letterario, la prima letteratura originale, il Rinascimento, Risorgimento e Romanticismo, la “rinascita fucilata”, e finendo con la poesia e la prosa della diaspora.
Dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa il 24 febbraio 2022, la voglia di conoscere meglio l’Ucraina è cresciuta ma sono rimaste poche le opere di riferimento in lingua italiana. La situazione han portato al lancio di una petizione per la ristampa del volume, petizione che è riuscita a raccogliere in poche ore più di 340 firme di docenti universitari e studenti, ma anche di persone esterne all’università. Purtroppo, l’iniziativa non ha avuto seguito, per poli-logo ne ha parlato Serena Buti.
A quasi trent’anni di distanza, la casa editrice Le Monnier Università ci propone una nuova passeggiata in trecentocinquant’otto pagine con il volume Storia della letteratura ucraina a cura di Alessandro Achilli, Maria Grazia Bartolini, Giovanna Brogi, Vera Faber, Alexander Kratochvili, Ulrich Schmid e Alois Woldan.
Dalla descrizione del libro:
«La letteratura ha avuto un ruolo fondamentale nella formazione dell’identità nazionale ucraina. Essendo state le terre ucraine prive di una statualità per molti secoli, la sua formazione è legata alle specificità delle varie regioni in cui si è sviluppata nei vari periodi. La molteplicità di impulsi venuti da regioni diverse rende più difficile una descrizione comprensiva di tutti gli elementi che la formano, ma costituisce anche il suo fascino e la sua originalità.
In questa Storia della letteratura ucraina gli autori hanno cercato di delineare sia le fratture nel suo sviluppo, sia le linee di continuità che permettono di seguire l’evoluzione organica dai manoscritti medievali della Rus’ di Kyiv fino alla formazione di codici letterari moderni legati al Rinascimento europeo e al Barocco, per poi seguire le consuete correnti di Modernismo, Avanguardia, “Rinascita fucilata”, Disgelo e Postmodernismo, fino alla letteratura di guerra dei nostri giorni».
La pubblicazione del volume si colloca sulla scia di un periodo traduttivo in lingua italiana indubbiamente ricco per la letteratura ucraina e vuole fornire al lettore una bussola per non perdersi nella lunga e complessa civiltà letteraria ucraina arricchendolo col prezioso lavoro letterario e culturale svolto negli ultimi trent’anni.
Per citare casi recenti, quest’anno Alessandro Achilli e Yaryna Grusha sono stati inseriti nella short list del Premio Drahomán 2025 per la traduzione in italiano del volume di poesie di Iryna Shuvalova Canzoni alla fine per la casa editrice Interlinea.
Il premio Drahomán è stato istituito nel 2020 da Ukrainian Institute, PEN Ukraine e il Ukrainian Book Institute. Viene attribuito alla migliore traduzione dall’ucraino. Quest’anno il premio è stato vinto da Nina Murray, poeta e traduttrice ucraino-americana, per la traduzione del poema drammatico di Lesja Ukrajinka Cassandra.
In italiano, di Lesja Ukrajinka è stato pubblicato nel 2024 per Mondadori Il canto della foresta nella traduzione di Yaryna Grusha.
Ricordiamo che sul sito dell’Associazione Italiana di Studi Ucraini (AISU) è disponibile il motore di ricerca “Letteratura ucraina in italiano”, un database alfabetico a cura di Kateryna Mychka che raccoglie tutte le opere letterarie e saggistiche di autori ucraini tradotti in italiano.







