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12 Giugno 2026
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Umberto Zanotti Bianco, le nazionalità, l’Europa orientale

La prova della Grande guerra, i progetti e le speranze di rinnovamento europeo

Mercoledì 17 GIUGNO 2026, ore 16.00, nella Sala degli Atti Parlamentari, presso la Biblioteca del Senato della Repubblica Giovanni Spadolini, Piazza della Minerva, 38 – 00186 Roma,

Presentazione del volume

Umberto Zanotti Bianco e il riscatto delle nazionalità. Progetti e speranze di rinnovamento europeo alla prova della Grande guerra , a cura di Francesco Caccamo, Marco Clementi, Antonio Macchia, Editore: Rubbettino, 2025

INDIRIZZO DI SALUTO
Marcello Pera
Presidente della Commissione Biblioteca e Archivio Storico del Senato
Giampaolo d’Andrea
Presidente dell’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia

RELATORI
Luca Micheletta
Ordinario di Storia delle relazioni internazionali, Sapienza Università di Roma
Francesco Guida
Professore emerito di Storia dell’Europa Orientale, Università Roma Tre
Guido Pescosolido
Professore emerito di Storia moderna, Sapienza Università di Roma

MODERA

Carmen Lasorella
Giornalista

Saranno presenti i curatori

È obbligatoria la prenotazione all’indirizzo e-mail segreteria@animi.it
L’evento sarà trasmesso in diretta sul canale webtv.senato.it
L’accesso alla sala – con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta – è consentito fino al raggiungimento della capienza massima. Le opinioni e i contenuti espressi nell’ambito dell’iniziativa sono nell’esclusiva responsabilità dei relatori e non sono riconducibili in alcun modo al Senato della Repubblica o ad organi del Senato medesimo.

Sui legami tra Mezzogiorno, Mediterraneo ed Europa si veda di Mirko Grasso, Costruire la democrazia. Umberto Zanotti Bianco tra meridionalismo ed europeismo, Postfazione di Salvatore Settis, Donzelli Editore 2015.

Dalla presentazione dell’Editore:

Umberto Zanotti Bianco (1889-1963) per circa mezzo secolo, tramite l’Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno (Animi), ha condotto un laboratorio di riforma indirizzato alla concreta emancipazione civile, culturale ed economica delle fasce sociali più povere del Meridione. La sua opera, superando la visione di un Sud incapace di fare emergere saperi e potenzialità organizzative, mira a far crescere il lievito della consapevolezza e della capacità di governarsi. Tramite il suo impegno, l’Animi è diventata anche un esperimento di mobilitazione politica, legando il Mezzogiorno a rilevanti questioni internazionali della prima metà del Novecento (in particolar modo alla situazione armena, albanese ed ebraica). I piani dell’intervento sperimentati nel Sud, secondo Zanotti Bianco, potevano fungere da modello anche per agire a favore di quegli altri popoli del Mediterraneo che apparivano deficitari di strumenti per lo sviluppo democratico. Questa declinazione dei problemi dell’Italia meridionale da lui proposta, pur avendo visto con netto anticipo la necessità di un ponte culturale ed economico tra Mezzogiorno, Mediterraneo ed Europa, è stata però relegata nella penombra rispetto alla ricostruzione canonica del groviglio di problemi genericamente indicato come “questione meridionale”.

Come osservato nella Biografia redatta da Fabrizio Vistoli, Umberto Zanotti Bianco, formatosi tra l’altro “alle suggestioni colte mutuate dalla tradizione romantica europea, dal messianismo polacco e dalla grande letteratura russa dell’Ottocento (Tolstoj in primis)”, dopo la Prima guerra mondiale “fu tra i massimi sostenitori della Lega delle Nazioni e svolse ruoli di rappresentanza per organizzazioni non governative impegnate nella tutela dei diritti umani, prodigandosi, fra l’altro, per la creazione dell’Istituto per l’Europa orientale (gennaio 1921), rivolto a diffondere in Italia la conoscenza diretta dell’Est europeo”. Anche in seguito “non mancò di proseguire a interessarsi, con nerbo e passione, di problemi di politica internazionale, affiancando a prassi ormai consolidate un’incisiva e qualificata attività pubblicistica ed editoriale in favore dei diritti delle minoranze etniche e linguistiche dell’Europa centro-orientale e della Russia, asservite in forza dell’esser sprovviste degli indispensabili strumenti di cittadinanza”.

Sulla Polonia

Leggi di Marta Herling-Grudziński, La Polonia nella «Voce Dei Popoli» di Umberto Zanotti Bianco (1918–1919), in: Polonia, Italia e culture slave: aspetti comparati tra storia e contemporaneità., Convegno dei Polonisti italiani in memoria di Bronisław Biliński 11-12 dicembre 1996. A cura di Luigi Marinelli, Marcello Piacentini, Krysztof Żaboklicki. Varsavia-Roma: Accademia Polacca delle Scienze, 1997, pp. 181-185.

A Roma, nell’Archivio storico del Senato, Fondi archivistici, Inventario, è possibile trovare interessanti tracce dell’interesse di Umberto Zanotti Bianco per la Polonia.

Unità 6 La Polonia e la prima guerra mondiale (1916 – 1919) in: 1 Umberto Zanotti-Bianco / B: Per ambito di attività / 2 Politica delle Nazionalità / 3 Polonia / 13 DESCRIZIONE, Dattiloscritti 272 cc., 14 docc. — vedi

CONTENUTO

La Polonia Russa e la guerra; schizzo storico-economico; prefazione di Umberto Zanotti Bianco al libro sulla Polonia; relazione sulla questione polacca e le conseguenze della pace di Brest; l’adhesion des socialistes polonais au club parlamentaire polonais; collezione polacca di studi politici ed economici; trascrizione di uno scritto di Giuseppe Mazzini dal titolo “Al centro polacco dell’alleanza repubblicana” inerente l’esaltazione del popolo polacco e considerazioni sul panslavismo; trascrizione dell’appello dei polacchi ai popoli dell’Intesa e soprattutto all’Italia; il vero sentimento dei polacchi e le trattative dei conservatori attivisti del club polacco di Vienna; la riapertura del Parlamento a Vienna e il club polacco; Polonia, Ucraina e Regioni Baltiche; la sorte degli ostaggi della Galizia, la liberazione dei prigionieri polacchi; la questione polacca durante la prima guerra mondiale dal punto di vista politico, economico, sociale, religioso, militare e nei rapporti con i Paesi confinanti: Lituania, Russia, Germania ; notizie sulle legioni polacche fornite da un disertore polacco; estratti di articoli vari; riservata di G. A Borgese a Gallenga contenente notizie sulle conferenze tenute al Quartiere generale tedesco.

Unità 8 La Polonia e la prima guerra mondiale (1916–1920) in: 1 Umberto Zanotti-Bianco / B: Per ambito di attività / 2 Politica delle Nazionalità / 3 Polonia / 13
DESCRIZIONE, Ritagli di giornali 105 cc., 105 docc. — vedi

CONTENUTO

La Germania e il problema polacco; la Polonia attraverso la storia; la guerra e la Polonia; i polacchi e il potere temporale; rapporti tra lituani e polacchi, il problema dei confini russo-polacchi, la Polonia e l’Ucraina, la Santa sede e la Polonia, il caro-viveri in Polonia; il martirio di un popolo: una Polonia asiatica; lettera di una donna polacca al poeta francese Sèdir; conferenza tenuta a Reggio da Attilio Begey sulla Polonia.

Ascolta su Radio Radicale la registrazione dell’8 novembre 2023, curata da Fabio Arena e Bretema, di: Umberto Zanotti Bianco e il riscatto delle nazionalità (Durata: 6 ore 13 min), Convegno internazionale di Studi organizzato da Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia. Evento promosso da ANIMI, con il Patrocinio di Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale, Comune di Roma, Accademia di Romania in Roma.

Sono intervenuti: Giampaolo D’Andrea (presidente dell’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia), Carmen Lasorella (giornalista, conduttrice), Antonella Ercolani (ordinario di Storia dell’Europa orientale all’Unversità Studi internazionali di Roma), Guido Pescosolido (emerito di Storia Moderna alla Sapienza Università di Roma), Antonio Macchia (professore ordinario di Scienze Politiche all’Università di Teramo), Francesco Leoncini (storico), Davide Zaffi (storico, membro della Società studi trentini di scienze storiche), Rudolf Dinu (storico, direttore dell’Accademia di Romania in Roma), Ion Carja (storico dell’Università Babes-Bolyai, Cluj-Napoca), Simona Nicolosi (phd Storia dell’Europa, Sapienza Università di Roma), Alessandro Volpato (archivista presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), Goran Losic (research fellow in Political Studies, Sapienza Università di Roma), Marco Clementi (associato di Storia delle Relazioni internazionali, Università della Calabria), Francesco Caccamo (associato di Storia dell’Europa Orientale, Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara), Federigo Argentieri (direttore del Guarini Institute, professore di Scienze politiche alla John Cabot University).

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