Libere variazioni sull’europeità dell’Ucraina
di Olha Dekhtiar
Immagine di copertina, disegno di Alevtina Kakhidze, fonte
Che cos’è la libertà oggi?
Da ucraina, nel mondo di oggi ci sembra che la libertà non esista più. Alcune persone spartiscono il mondo secondo le relazioni del mercato, compravendendo i valori. Il mondo viene governato dai soldi. La libertà, invece, cerca di sopravvivere, difesa ogni giorno con ferro e fuoco, per esempio in Ucraina.
I miei concittadini hanno fatto la loro scelta e adesso rappresentano l’opposizione del popolo ucraino contro il regime autocratico di Putin. Donano le loro vite per il diritto alla libertà di ogni singolo cittadino ucraino in questo momento e in futuro, così da poter avere una scelta diversa da quella dettata da un pazzo che ha deciso di ripristinare le dimensioni imperiali.
Ma cosa vuol dire la mancanza della libertà?
Significa un mondo in cui ogni tua scelta viene effettuata da qualcun’altro al posto tuo. Un mondo in cui le persone non hanno possibilità diverse da quelle che il sistema ha già programmato per loro. Significa un sistema autocratico che incide sotto la pelle della coscienza umana e arriva a sostituire la struttura delle cellule, piegandole al funzionamento che conviene al regime e che viene imposto dall’autocrate. Altrimenti, non hai nessuna voce, nessun destino. Smetti di esistere nella partita: ti eliminano dalla scacchiera.
Questa mancanza di libertà il popolo ucraino l’ha già vissuta nel Novecento quando il vero oppositore del sistema sovietico era lo scrittore, il rappresentante dell’intellighenzia ucraina, la coscienza critica della società.
L’opposizione nel Novecento come continuum spezzato?
Nel ’900 il sistema rappresentava un pericolo molto più sofisticato e ingannevole rispetto a quello del nostro XXI secolo.
La Russia odierna gioca apertamente e compie mosse mostruose contro qualsivoglia pensiero umano, così mostra il suo vero volto, il volto dell’assassino.
Tuttavia, anche un secolo fa, come vedremo da diversi esempi più avanti, il sistema sovietico sterminava fisicamente e moralmente le persone che non accettavano questa sostituzione forzata del pensiero libero… Quelle persone che avevano fatto scelte diverse da quelle già decise dal sistema. Venivano uccisi per costruire il regime sulle loro ossa. Era la tattica di Stalin: prendere una persona scomoda per il potere e ucciderla. Ucciderla per mettere a tacere tutti coloro che volevano avere ancora diritto di libera parola, non dettata dal regime.
Ogni individuo reagisce in modo unico a una tale alterazione del pensiero libero nella propria mente, e le sue risposte possono variare drasticamente. Infatti, i destini degli scrittori – in questo caso ucraini – hanno, come vedremo, preso strade diverse.
Il pensiero degli intellettuali-oppositori si è incarnato nella letteratura del ’900. Questo pensiero inizia dalla generazione degli anni ’20-’30 con correnti culturali e artistiche estremamente europee, come ad esempio il simbolismo di Pavlo Tyčyna (vedi anche qui) o il futurismo di Mychajlo Semenko (vedi anche qui), per poi risuscitare dalla cenere del Grande Terrore negli anni Sessanta con le massime figure del poeta Vasyl’ Stus (vedi anche qui e qui), della poetessa Lina Kostenko (vedi anche qui e qui), del politico e dissidente V”jačeslav Čornovil (vedi anche qui), dell’intellettuale Ivan Dzjuba (vedi anche qui), e tanti altri.
La letteratura ucraina del secolo scorso rappresenta un continuum spezzato
Ma perché parlare oggi dei loro destini? Entrambe le generazioni – quella degli anni Venti-Trenta e quella degli anni Sessanta del Novecento – si formano in momenti di relativa, parziale libertà della lingua e della cultura ucraina: la prima si forma dopo la Rivoluzione ucraina (Repubblica Popolare Ucraina, 1917-1920), mentre la seconda dopo la morte di Stalin (1953), quando il regime prende la via del disgelo con Nikita Chruščëv (dal 1956). Entrambe le generazioni difendono la lingua ucraina, vedono la cultura come un atto di resistenza politica, sono alla ricerca di stili e fenomeni nuovi. Entrambe le generazioni condividono un destino tragico: deportazioni, fucilazioni e morti, morti, morti… Esili, proibizioni, censura…
Tra le idee centrali comuni alle due generazioni troviamo la libertà di pensiero, la riscoperta delle radici dell’essere umano, la valorizzazione della memoria storica nazionale e l’affermazione della libertà individuale.
La letteratura è stata la vera opposizione al regime sovietico per tutto il ’900. Tutto quello che non potevano esprimere in piazza, lo comunicavano attraverso i personaggi delle loro opere letterarie. In effetti, la letteratura divenne lo spazio della libertà indiretta.




