Fili narrativi e aperture spazio-temporali di Krystyna Dąbrowska
di Luigi Marinelli
Qualche giorno fa poli-logo ha fatto riferimento alla serata poetica delle quale sono state protagoniste a Roma la poeta polacca Krystyna Dąbrowska e la poeta ucraina Yuliya Musakovska.
Sulla scia positiva di quella bella serata, sulla poetica di Krystyna Dąbrowska segnaliamo due testi di approfondimento di Luigi Marinelli:
- Méthexis inności. Wokół „Wierszy wybranych” Krystyny Dąbrowskiej, “Kultura Liberalna”, Nr 896 (10/2026), 10 marca 2026 — Poezja Krystyny Dąbrowskiej lokuje się w nieprzerwanym dialogu z tradycją liryczną XX i XXI wieku, nie tylko polską. Choć współczesna poezja – ta lepsza – często unika introspekcji, woląc zmierzyć się z Historią, a częściej z pojedynczymi historiami indywidualnymi. Dąbrowskiej udaje się utkać jeden unikatowy wątek, gdzie wewnętrzność i zewnętrzność nie są oddzielnymi bytami, lecz wzajemnie się odzwierciedlają i warunkują.
- Trittico sulla poesia di Krystyna Dąbrowska: (I) K. Dąbrowska, Due poesie da “Miasto z indu”; (II) K. Dąbrowska, Io è un altro; (III). L. Marinelli, Krystyna Dąbrowska fra testimonianza, compassione e sfida, “polisemie: rivista di poesia iper-contemporanea”, Vol. 7 (2026), pubblicato il 30-11-2025 — In questo “trittico” vengono proposte in traduzione italiana con testo a fronte due poesie tratte dall’ultima raccolta Miasto z indu [“La città di indio, 2022] di Krystyna Dąbrowska. Inoltre, un saggio inedito della stessa Dąbrowska, riguardante il suo rapporto con la tradizione e con le “voci” di altri poeti, a partire dal saggio di T.S. Eliot, Le tre voci della poesia. Infine, una nota critica del curatore e traduttore Luigi Marinelli d’introduzione generale alla poetica e alla poesia di Dąbrowska. In tale dialogo bilingue fra traduzione, saggio e interpretazione critica, il trittico cerca quindi di tratteggiare un ritratto multiplo di una delle personalità poetiche più interessanti e già notevolmente affermate della poesia polacca ipercontemporanea.




