Prove di traduzione del dramma “L’Orgia” di Lesja Ukrajinka
di Olena Ponomareva
Immagine di copertina: Lesja Ukrajinka, l’ultima foto, Kiev, maggio 1913, fonte
Nel 2026 ricorrono i 155 anni dalla nascita di Lesja Ukrajinka (Larysa Kosač-Kvitka, 1871-1913) – poetessa, drammaturga, critica letteraria, traduttrice che fece della sua opera lo strumento della rinascita culturale dell’Ucraina. Nelle sue opere Ukrajinka ha esplorato una vasta gamma di temi universali e problematiche specifiche – dalle passioni umane e dilemmi esistenziali a questioni sociali, filosofiche e morale utilizzando generi e stili diversi per riflettere sulla complessità dell’esperienza umana, specie quella femminile, e sui valori della sua epoca. Il linguaggio di Lesja Ukrajinka si distingue per la raffinatezza delle forme grammaticali, per la densità semantica, per la profondità dei personaggi e del sottotesto, per la vastità dei contenuti tematici e, inoltre, per l’uso efficace degli aforismi, dei tropi e altre figure retoriche, specialmente di figure di suono. Tutte queste caratteristiche del linguaggio vengono condensati nei drammi poetici che la poetessa stessa considerava il punto di sua massima espressione letteraria.
La transizione al genere drammatico inizia con il poema drammatico “Oderžyma” [La Posseduta] scritto in una sola notte del 18 gennaio 1901 al capezzale del morente Serhyj Meržyns’kyj(1) , l’uomo che Lesja amava profondamente. Nel 1903 in una lettera a Ivan Franko(2) la poetessa scrisse:
«Діло сьогодні пішло на щирість, то признаюся вам, що я її [“Одержиму”] в таку ніч писала, після якої, певне, буду довго жити, коли вже тоді жива осталась. І навіть писала, не перетравивши туги, а в самому її апогеї. Якби мене хто спитав, як я з ого всього жива вийшла, то я б теж могла відповісти: “J’en ai fait un drame”».
[Oggi sarò sincera e le confesso che l’ho scritto (il dramma “Oderžyma”) in una notte dopo la quale, probabilmente, vivrò a lungo, dato ne sono uscita viva. L’ho scritta senza neanche aver elaborato il dolore, nel suo momento più intenso. Se qualcuno mi chiedesse come sono riuscita a sopravvivere, potrei rispondere: “J’en ai fait un drame”].(3)
Il poema drammatico “Oderžyma” e, successivamente, altri due drammi di Lesja Ukrajinka “Cassandra” (1903-1907) e “L’Orgia” (1913) sono stati l’oggetto di studio nel Laboratorio di traduzione letteraria – nell’ambito del corso di Lingua ucraina all’Università “Sapienza” di Roma – basato sull’approccio del learnign by doing per rendere l’apprendimento più significativo, coinvolgere gli studenti in esperienze dirette e sviluppare competenze trasversali. Il laboratorio è stato articolato in incontri di stampo seminariale scanditi da due fasi principali: la lettura ad alta voce del testo originale, finalizzata a studiarne la tessitura sonora e l’analisi lessico-semantica per poterne distillare un repertorio di possibili traduzioni; un’analisi comparativa focalizzata sul confronto tra varie versioni prodotte da gruppi composti da studenti di madrelingua allo scopo di trarne una versione ritenuta più soddisfacente (mai considerata definitiva).
Lesja Ukrajinka, 1896, fonte
Presentiamo in anteprima ai lettori di Poli-logo la traduzione di un brano tratto dal dramma “L’Orgia”, l’ultimo pubblicato in vita dalla poetessa nel 1913 pochi mesi prima dalla morte a soli 42 anni. Le grandi tematiche affrontate dall’autrice in “L’Orgia” sono la filosofia dell’onore nazionale e il colonialismo culturale. La Grecia romanizzata facente da sfondo, il testo funge da metafora dell’imperialismo culturale e della crisi esistenziale dell’intellettuale sottomesso al potere dell’oppressore. L. Ukrajinka utilizza l’ambientazione nell’antichità classica come un espediente retorico dato che il conflitto tra la soggiogata Grecia e l’egemonico Impero Romano esprime attraverso allegorie il rapporto di sottomissione politica, culturale e sociale in cui fu versata l’Ucraina all’interno dell’impero russo. La riflessione centrale nel dramma ruota attorno il ruolo dell’intellettuale e dell’artista posto di fronte a una scelta tormentosa, in quanto scendere a compromessi con il potere egemone in cambio di agiatezza porta non soltanto alla perdita dell’identità nazionale, ma anche della dignità umana. Nel dramma vengono articolate le due concezioni distinte di ‘orgia’: quella greca – sacra e liberatoria – abbraccia la realtà dell’anima e simboleggia “fusione di tutte le cose” per abolire i limiti e ripristinare l’apertura al divino(4) versus l’orgia romana, “profana e patologica”, slittata verso l’eccesso distruttivo e la sregolatezza.
La scena che segue è tratta dal II atto e si svolge nella casa di Mecenate governatore romano di Corinto che ha organizzato l’orgia per i patrizi offrendo loro, oltre al sontuoso banchetto, un intrattenimento artistico a cui viene chiamato per esibirsi il celebre cantante e poeta Anteo. I romani scherniscono i greci e la loro arte, alcuni si mettono a negare perfino l’esistenza della loro lingua e cultura.
Traduzione dall’ucraino di Olha Dekhtiar, Massimo Garritano, Kristina Gorynova, Kateryna Mychka, Maria Giovanna Pantalone
Note
- Serhyj Meržyns’kyj (1870-1901) è stato un attivista politico bielorusso, marxista e socialdemocratico, ma è principalmente ricordato per il suo legame con Lesja Ukrajinka e per l’impatto letterario sulle opere della poetessa.
- Ivan Franko (1856–1916) è stato un celebre poeta, scrittore e attivista politico ucraino. È considerato, insieme a Taras Ševčenko, uno dei padri della letteratura moderna e dell’identità nazionale dell’Ucraina.
- L. Ukrajinka, Zibrannja tvoriv u 12 tomach, T. 12, Kyiv, Naukova dumka, 1977, p. 122.
- L’autrice evidentemente fa riferimento ai culti misterici, in particolare ai misteri dionisiaci diffusisi ampiamente in epoca ellenistica e romana; erano noti, soprattutto, per la totale inclusività sociale a differenza della religione ufficiale.
Lesja Ukrajinka. Odessa, 1888 – Le fotografie sono tratte dalla Mostra virtuale allestita in occasione del 150° anniversario della nascita di Lesja Ukrajinka, fonte
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