Tra Russia-URSS e Occidente la peculiarità moldava
di Alberto Basciani & Francesco Magno
Per gentile concessione degli Autori e dell’Editore pubblichiamo un estratto dell’Introduzione di Alberto Basciani e Francesco Magno al volume Moldavia e Transnistria. Una storia tra Russia e Occidente, Il Mulino, 2026
Dalla scheda di presentazione:
Nel complicato scenario dell’Europa sud-orientale le vicende della Moldavia assumono un significato del tutto particolare, trascendendo ormai la mera dimensione locale. Lo stato moldavo è diventato, infatti, suo malgrado, un limes d’Europa, conteso internamente ed esternamente tra chi lo vorrebbe definitivamente ancorare all’UE e chi, di contro, mira a mantenerlo all’interno dell’orbita politico-culturale russa. Il libro ripercorre la vicenda storica di questa travagliata regione, dalla prima annessione zarista, nel 1812, e poi soprattutto, nel corso del Novecento, fino alle recenti elezioni politiche. Un unicum nel panorama geopolitico europeo, anche in considerazione del complesso quadro etnico-linguistico del Paese e della spinosa questione della Transnistria.
Alla fine di settembre del 2025 le homepage dei principali quotidiani europei hanno dedicato ampio spazio alle elezioni parlamentari di un Paese di poco più di 2 milioni di abitanti, situato all’estrema periferia sud-orientale del continente, con un prodotto interno lordo pro capite di circa 7.000 dollari l’anno, secondo i dati della Banca mondiale del 2024. Consultando le cronache politiche recenti, è difficile trovare elezioni in Paesi demograficamente più consistenti o economicamente più influenti che abbiano suscitato un’analoga enfasi retorica e una narrazione tanto densa di significati, né che abbiano ricevuto una copertura mediatica così estesa. Dal 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, i territori incastonati tra i fiumi Prut e Dnestr hanno cessato di essere una periferia dimenticata per trasformarsi in un nuovo, potenziale teatro di confronto tra un mondo occidentale dalle caratteristiche sempre più fluide e incerte e una Russia putiniana ossessionata dal recupero di quello status di grande potenza almeno regionale. In questo quadro teso e polarizzato, la Moldavia ha assunto i contorni di una terra contesa: all’esterno, fra le influenze contrapposte di Bruxelles e Mosca ; all’interno, fra una parte della popolazione che vorrebbe agganciarsi definitivamente al treno europeo e un’altra che, per paura, nostalgia o intima convinzione, ritiene necessario preservare i legami privilegiati (e, come si vedrà, assai controversi al tempo stesso) con la Federazione Russa. Si può affermare senza timore di smentita che la storia contemporanea della Moldavia sia segnata da una profonda dicotomia politica e identitaria tra una vocazione occidentale, protesa verso la Romania, e una orientale, rivolta alla Russia. Ciò che è accaduto dal 2022 in poi costituisce soltanto l’ultimo capitolo di una lunga vicenda iniziata nel 1812 con l’annessione della regione nell’Impero russo, e scandita da mutamenti di appartenenza statuale, guerre e secessioni. In questo crogiolo di influenze si è forgiata una peculiarità moldava, nutrita tanto dai legami linguistici e culturali con l’universo romeno quanto dalle profonde eredità russe/sovietiche, inevitabili dopo centocinque anni di ap-partenenza all’Impero zarista e oltre quaranta come repubblica socialista sovietica. Il presente volume si propone di indagare la traiettoria dei territori che oggi formano la Repubblica di Moldavia negli ultimi due secoli. Il fine ultimo è comprendere le origini e le dinamiche dell’evoluzione storica che, oltre ad aver dato forma a una complessa unicità, ha reso il Paese un punto nevralgico nello scacchiere europeo. Affrontare la storia contemporanea della Moldavia, tuttavia, non è possibile senza esplorare anche la peculiare traiettoria delle terre che si trovano a est del fiume Dnestr, un’area che nel corso degli ultimi duecento anni ha vissuto un’evoluzione distinta da quella moldava ben prima della burrascosa secessione del biennio 1990-1992. L’originalità transnistriana, figlia della particolare vicenda storica sovietica, affonda le radici già negli anni Venti del secolo scorso, e si alimenta nel secondo dopoguerra fino a esplodere nella violenta contrapposizione del 1992. Trattare l’autoproclamata Repubblica moldava del Dnestr e la sua popolazione come bizzarri e quasi folcloristici rimasugli di un’epoca ormai sepolta, come spesso purtroppo avviene fra una parte della popolazione che vorrebbe agganciarsi definitivamente al treno europeo e un’altra che, per paura, nostalgia o intima convinzione, ritiene necessario preservare i legami privilegiati (e, come si vedrà, assai controversi al tempo stesso) con la Federazione Russa. Al contrario, si può affermare senza timore di smentita che la storia contemporanea della Moldavia sia segnata da una profonda dicotomia politica e identitaria, ciò che è accaduto dal 2022 in poi costituisce soltanto l’ultimo capitolo di una lunga vicenda iniziata nel 1812 con l’annessione della regione nell’Impero russo, e scandita da mutamenti di appartenenza statuale, guerre e secessioni. In questo crogiolo di influenze si è forgiata una peculiarità moldava, nutrita tanto dai legami linguistici e culturali con l’universo romeno quanto dalle profonde eredità russe/sovietiche, inevitabili dopo centocinque anni di appartenenza all’Impero zarista e oltre quaranta come repubblica socialista sovietica. Il fine ultimo del volume è comprendere le origini e le dinamiche dell’evoluzione storica che oltre ad aver dato forma a una complessa unicità, ha reso il Paese un punto nevralgico nello scacchiere europeo.
Alberto Basciani – Francesco Magno
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NB – i link ai collegamenti esterni sono di poli-logo
Mappa pubblicata a scopi di informazione turistica dal governo del Regno Unito nel febbraio 2022 che consiglia ai propri cittadini di non viaggiare in Transnistria, area in rosso, fonte.


