Una mostra, un convegno e una dichiarazione a Danzica per l’Ucraina
Ieri, 24 febbraio 2026, l’area metropolitana di Danzica-Gdynia-Sopot è stata la corale protagonista di una serie significativa di eventi di solidarietà all’Ucraina martoriata dalla guerra di invasione russa e agli ucraini riparati in Polonia.
In particolare si segnala la mostra che rimarrà aperta fino al 15 marzo 2026 presso il Museo della Seconda Guerra Mondiale a Danzica. All’inaugurazione di “Mariupol – Un percorso di memoria e sogni”, hanno tra l’altro preso parte le autorità della città di Mariupol e le organizzazioni che documentano l’esperienza quotidiana della guerra. La mostra racconta la storia degli 86 giorni di assedio della città ucraina sul Mar d’Azov, nella regione di Donetsk, da parte delle truppe russe e il dramma dei suoi abitanti. Mariupol si è arresa nel maggio 2022 e da allora è occupata dalla Russia.
- Guarda la performance dell’inaugurazione, nel corso della quale la cantante Sofia Baskakova e la compositrice Yana Shliabanska “hanno creato uno spettacolo commovente che ha mostrato il volto terrificante della guerra”.
- Sulla cerimonia di inaugurazione vedi.
- Trova una sintesi della giornata qui.
La mostra ha fatto da cornice alla conferenza internazionale su: “Ricostruzione e giustizia per l’Ucraina: la responsabilità dell’Europa nel plasmare la sicurezza internazionale”, dedicata alla sicurezza globale, alla risoluzione dei crimini di guerra e al processo di ricostruzione dell’Ucraina.
Nel corso della conferenza, tra gli interventi, sono stati riportati da Krzysztof Nieczypor del OSW (Ośrodek Studiów Wschodnich) alcuni dati:
Già prima del 2022, ovvero prima dell’invasione su vasta scala, per quanto riguarda le questioni sociali e demografiche, l’Ucraina era considerata dall’ONU il Paese con il più rapido declino demografico al mondo. Dopo l’attacco della Russia, oltre 6 milioni di persone hanno lasciato l’Ucraina e 5 milioni sono sfollati interni. Un think tank ucraino ha calcolato che il Paese ha perso 5,5 milioni di persone in età lavorativa. Si tratta di quasi il 30% della forza lavoro che l’Ucraina ha perso in termini di futura ricostruzione del Paese.
Nel novembre 2022, ben il 74% dichiarava di voler tornare in patria per partecipare alla ricostruzione del Paese. Nel gennaio 2024 questa percentuale è scesa al 52%. Alla fine del 2025, solo il 31% dichiarava di voler tornare in Ucraina. Ma non si tratta solo di questioni demografiche. Un gruppo significativo, che va considerato come una certa sfida, è quello delle persone che partecipano alle operazioni belliche. Già ora il numero dei veterani, considerando coloro che attualmente prestano servizio nelle forze armate ucraine e coloro che hanno prestato servizio nella guerra nel Donbas dopo il 2014, ha raggiunto il milione e mezzo.
Il Ministero della Salute ucraino prevede che oltre 15 milioni di ucraini avranno bisogno di sostegno psicologico a causa delle esperienze traumatiche vissute durante la guerra e che circa 3-4 milioni di loro avranno bisogno di sostegno farmacologico. Secondo un rapporto dell’OMS, in Ucraina c’è un solo psicologo ogni 100 mila abitanti. A titolo di confronto, in Polonia ce ne sono 9, negli Stati Uniti 34 e in Francia 48.
Si tratta di cifre che non inducono a essere molto ottimisti riguardo al processo di partecipazione del capitale umano alla ricostruzione.
Il vice sindaco di Danzica, Piotr Grzelak, ha sottolineato il fatto che:
Molti ucraini stanno acquisendo oggi esperienze di vita nell’Unione Europea. E sono anche in grado di funzionare in quel mondo. Circostanza che costruisce un enorme vantaggio per l’Ucraina, perché possono trasferire le loro esperienze in patria. A patto, ovviamente, che si riesca a creare un’attrattiva tale da far sì che queste persone tornino in territorio ucraino dopo la guerra.
Le donne hanno un ruolo particolare in questo senso, poiché costituiscono la maggioranza della diaspora ucraina. La chiave è creare, nel processo di ricostruzione dell’Ucraina, condizioni simili a quelle che queste persone hanno in Polonia e nel resto dell’UE in termini di Stato di diritto, decentralizzazione dello Stato, trasparenza e autonomia.
Fonte: Robert Pietrzak, Jak odbudować Ukrainę?, “www.gdansk.pl”, 24-02-2026.
Danzica, alcuni dei firmatari della Dichiarazione di Mariupol, fotografia di Dominik Paszliński.
Leggi il testo della Dichiarazione di Mariupol qui.





