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18 Maggio 2026
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La Russia contro l’Ucraina, contro l’Europa, contro la modernità

Un seminario per ragionare su quanto accade a est del continente

Mercoledì 20 maggio 2026 alle ore 16.00 a Roma presso le Ex Vetrerie Sciarra, in Via dei Volsci 122, primo piano, Aula C, nell’ambito del Ciclo di Incontri 2025-2026 a cura di Barbara Ronchetti “Studiare russo oggi”, si terrà l’incontro: 

Riflessioni sul presente (russo e non solo).

L’incontro prenderà le mosse dal libro di Alexander Etkind, La Russia contro la modernità, traduzione di Gianna Cernuschi, Bollati Boringhieri, 2025.

Con l’Autore discuteranno Emmanuel Betta e Paolo Morawski. 

Dalla Scheda di presentazione dell’Editore (2025):

Sezionando i meccanismi politici che stanno alla base della strategia russa, le fulminanti e rigorose analisi di Etkind sulla struttura sociale di quel paese, sulle sue dinamiche culturali e sui suoi modelli familiari rivelano i motivi profondi che guidano la guerra russa contro la modernità.

Quella che Putin conduce in Ucraina è infatti un’«operazione speciale» diretta contro la modernità. Il suo obiettivo più ampio è fermare l’evoluzione globale verso la consapevolezza climatica, la transizione energetica e la rivoluzione digitale. Attraverso il commercio di petrolio e gas, la diffusione della corruzione, l’incremento delle disuguaglianze e dell’omofobia, il finanziamento di movimenti di estrema destra nel mondo e la distruzione dell’Ucraina, Putin mira ad arrestare la trasformazione globale in atto nelle società moderne e a consolidare un modello autoritario di «paleomodernità».

Alexander Etkind, storico e psicologo russo esperto di studi culturali, distingue in questo libro illuminante tra la «paleomodernità», basata sullo sfruttamento dei combustibili fossili e sulle gerarchie centralizzate, e la «gaiamodernità», fondata sulla transizione energetica, sulla decentralizzazione e su un rapporto più sostenibile con il pianeta. Analizzando il negazionismo climatico, le interferenze elettorali, le campagne militari e le strutture sociali della Russia contemporanea, Etkind evidenzia i meccanismi con cui l’attuale regime russo cerca di resistere a ogni costo al progresso globale.

Con una sintesi incisiva e uno sguardo interdisciplinare, il libro intreccia economia politica, storia sociale e demografia, rivelando le radici profonde della guerra russa in Ucraina e il suo legame con la crisi climatica e le trasformazioni della nostra epoca, al tempo stesso prefigurando un futuro possibile di decolonizzazione e trasformazione per la Russia, e offrendo una prospettiva unica su uno dei conflitti più complessi e determinanti del XXI secolo.

Alexander Etkind (1955), storico e psicologo russo, è stato docente di Storia delle relazioni Russia-Europa presso l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole e membro dello European Institute for International Law and International Relations. Dopo aver insegnato anche a Cambridge, New York e Berlino, attualmente è docente di Relazioni internazionali e Storia alla Central European University di Vienna. Autore di numerosi saggi di storia della cultura e della politica. Tra le sue opere in inglese: Internal Colonization. Russia’s Imperial Experience, Polity Press, 2011; Warped Mourning. Stories of the Undead in the Land of the Unburied, Stanford University Press, 2013. Opere in traduzione italiana: Eros dell’impossibile. Storia della psicoanalisi in Russia (2021). 

Dalla presentazione dell’Editore (2021):

Eros dell’impossibile – un classico della storiografia contemporanea – illustra lo sviluppo storico della psicoanalisi russa del primo Novecento nella sua relazione con la cultura filosofica, letteraria e artistica, con la psicologia e la pedagogia, con la società e la politica. I capitoli sui principali protagonisti (Andreas-Salomé, Pankeev o l’Uomo dei lupi, Spielrein, i fondatori della Società russa di psicoanalisi; e altre figure meno note, ma la cui importanza è messa in risalto) si intrecciano con la trattazione su grandi temi e movimenti culturali (la diffusione di Nietzsche, il simbolismo dell’Età d’argento e poeti come Belyj, Blok o Rozanov; Bulgakov, l’ambasciatore Bullitt e il Ballo di Satana; i filosofi Berdjaev, Ivanov o Solovëv; la psicologia di Vygotskij e Lurija, e la pedologia; le teorie filmiche di Ejzenštejn; Bachtin e il suo circolo). Questo insieme di temi e personaggi è trattato all’interno del complesso quadro della storia sovietica (fondamentale il ruolo di Trockij nella diffusione della psicoanalisi dopo la Rivoluzione prima che essa fosse bandita alla fine degli anni ’20, con la persecuzione di psicoanalisti di valore). 

Pubblicato nel 1993, Eros dell’impossibile è stato tradotto in otto lingue. Questa prima traduzione italiana è stata condotta sulla nuova edizione riveduta del 2016.

Dalla scheda dell’Editore (2013):

After Stalin’s death in 1953, the Soviet Union dismantled the enormous system of terror and torture that he had created. But there has never been any Russian ban on former party functionaries, nor any external authority to dispense justice. Memorials to the Soviet victims are inadequate, and their families have received no significant compensation. This book’s premise is that late Soviet and post-Soviet culture, haunted by its past, has produced a unique set of memorial practices. More than twenty years after the collapse of the Soviet Union, Russia remains “the land of the unburied”: the events of the mid-twentieth century are still very much alive, and still contentious. Alexander Etkind shows how post-Soviet Russia has turned the painful process of mastering the past into an important part of its political present.

Dalla Scheda dell’Editore (2012):

Katyn– the Soviet massacre of over 21,000 Polish prisoners in 1940 – has come to be remembered as Stalin’s emblematic mass murder, an event obscured by one of the most extensive cover-ups in history. Yet paradoxically, a majority of its victims perished far from the forest in western Russia that gives the tragedy its name. Their remains lie buried in killing fields throughout Russia, Ukraine and, most likely, Belarus. Today their ghosts haunt the cultural landscape of Eastern Europe.

This book – by Alexander Etkind, Julie Fedor, Maria Mälksoo, Matilda Mroz, Rory Finnin, Simon Lewis, Uilleam Blacker – traces the legacy of Katyn through the interconnected memory cultures of seven countries: Belarus, Poland, Russia, Ukraine, and the Baltic States. It explores the meaning of Katyn as site and symbol, event and idea, fact and crypt. It shows how Katyn both incites nationalist sentiments in Eastern Europe and fosters an emerging cosmopolitan memory of Soviet terror. It also examines the strange impact of the 2010 plane crash that claimed the lives of Poland’s leaders en route to Katyn.

Drawing on novels and films, debates and controversies, this book makes the case for a transnational study of cultural memory and navigates a contested past in a region that will define Europe’s future.

Dalla scheda dell’Editore (2011):

This book gives a radically new reading of Russia’s cultural history. Alexander Etkind traces how the Russian Empire conquered foreign territories and domesticated its own heartlands, thereby colonizing many peoples, Russians included. This vision of colonization as simultaneously internal and external, colonizing one’s own people as well as others, is crucial for scholars of empire, colonialism and globalization. Starting with the fur trade, which shaped its enormous territory, and ending with Russia’s collapse in 1917, Etkind explores serfdom, the peasant commune, and other institutions of internal colonization. His account brings out the formative role of foreign colonies in Russia, the self-colonizing discourse of Russian classical historiography, and the revolutionary leaders’ illusory hopes for an alliance with the exotic, pacifist sectarians. Transcending the boundaries between history and literature, Etkind examines striking writings about Russia’s imperial experience, from Defoe to Tolstoy and from Gogol to Conrad. This path-breaking book blends together historical, theoretical and literary analysis in a highly original way. It will be essential reading for students of Russian history and literature and for anyone interested in the literary and cultural aspects of colonization and its aftermath.

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