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Paolo Morawski
30 Agosto 2026
AppuntiOggiIeri
1 Commento

Da una scintilla un calabrone

46 anni fa Solidarność

di Paolo Morawski

Immagine di copertina: Sciopero al Cantiere Navale di Danzica intitolato a Lenin, agosto 1980, ECS © Fonte

Agosto 1980 è un mese simbolo in Polonia. Il suo significato speciale è racchiuso in una sola parola: “Solidarność”. Quel momento e quel movimento eccezionale dimostrarono la forza della comunità, che fu uno dei pilastri del successo degli scioperi operai.

I primi scioperi del luglio 1980 scoppiarono dopo l’annuncio dell’ennesimo aumento del prezzo di alcuni beni alimentari. Poi gli scioperi crebbero in agosto dopo il licenziamento di Anna Walentynowicz, la scintilla fu una lavoratrice presa di mira perché impegnata a creare un sindacato libero. Gli scioperanti non solo ne chiesero il reintegro ma elaborarono nella notte tra il 16 e il 17 agosto ventuno precise richieste (postulati) di carattere lavorativo, economico, sociale, politico ma anche relative a questioni riguardanti la dignità della persona, la libertà di parola, il diritto dei cittadini di decidere del loro destino. Scioperarono in tutte le province e regioni polacche le più svariate categorie professionali, dai lavoratori dei cantieri ai minatori, dagli agricoltori agli infermieri, dagli insegnanti agli intellettuali agli studenti.

Le 21 richieste del Comitato di sciopero interaziendale di Danzica, divennero i simboli del movimento:

1. Accettazione di sindacati liberi indipendenti dal Partito Comunista e dalle imprese, in conformità con la convenzione n. 87 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro relativa al diritto di costituire sindacati liberi.

2. Garanzia del diritto di sciopero e della sicurezza degli scioperanti.

3. Il rispetto della garanzia costituzionale della libertà di parola, di stampa e di pubblicazione, compresa la libertà per gli editori indipendenti, e la disponibilità dei mass media ai rappresentanti di tutte le fedi religiose.

4. Il ripristino dei diritti sopramenzionati per: 1) le persone licenziate dal lavoro dopo gli scioperi del 1970 e del 1976; 2) gli studenti espulsi a causa delle loro opinioni. Il rilascio di tutti i prigionieri politici, tra cui Edmund Zadrozynski, Jan Kozlowski e Marek Kozlowski. La cessazione della repressione degli individui a causa delle loro convinzioni personali.

5. Disponibilità per i mass-media delle informazioni relative alla costituzione del Comitato di sciopero interaziendale e alla pubblicazione delle sue richieste.

6. Far uscire il Paese dalla situazione di crisi con i seguenti mezzi: a) rendere pubbliche tutte le informazioni sulla situazione socio-economica. b) consentire a tutte le classi sociali di partecipare alla discussione sul programma di riforme.

7. Indennizzo di tutti i lavoratori che partecipano allo sciopero per il periodo dello sciopero.

8. Aumento della retribuzione di ciascun lavoratore di 2.000 złoty al mese.

9. Aumenti salariali automatici garantiti sulla base dell’aumento dei prezzi e del calo del reddito reale.

10. Piena fornitura di prodotti alimentari per il mercato interno, con esportazioni limitate alle eccedenze.

11. Introduzione di buoni alimentari per la carne e i prodotti a base di carne (fino alla stabilizzazione del mercato).

12. L’abolizione dei prezzi commerciali e delle vendite in valute occidentali nelle cosiddette società di esportazione interne.

13. Selezione del personale dirigente sulla base delle qualifiche, non dell’appartenenza al partito, ed eliminazione dei privilegi per la polizia di Stato, i servizi di sicurezza e l’apparato del partito attraverso l’equalizzazione degli assegni familiari e l’eliminazione delle vendite speciali, ecc.

14. Riduzione dell’età pensionabile a 50 anni per le donne e a 55 anni per gli uomini, o (indipendentemente dall’età) dopo 30 anni di lavoro (per le donne) o 35 anni (per gli uomini).

15. Conformità delle pensioni di vecchiaia e delle rendite con quanto effettivamente versato.

16. Miglioramento delle condizioni di lavoro nel settore sanitario.

17. Garanzia di un numero sufficiente di posti negli asili nido e nelle scuole materne per i figli delle madri lavoratrici.

18. Congedo di maternità retribuito per tre anni.

19. Riduzione dei tempi di attesa per gli alloggi.

20. Aumento dell’indennità di trasporto a 100 złoty.

21. Giorno di riposo il sabato. I lavoratori che operano con turni a rotazione o 24 ore su 24 devono essere compensati per la perdita del sabato libero con un aumento delle ferie o altre forme di permesso retribuito.

Gli scioperi, intelligentemente pacifici, diedero impulso alla nascita di un potente movimento sociale esteso dai cantieri navali del Baltico a tutta la Polonia. Il movimento non si lasciò intimidire, riuscì a non farsi reprimere, obbligò i rappresentanti del governo a recarsi loro fino a Danzica a trattare con gli scioperanti, infine a firmare degli accordi scritti il 31 agosto 1980. Vedi Protokół porozumienia gdańskiego 31 sierpnia 1980 r.

Accordi scritti, non promesse. Gli operai ottennero concreti successi anche perché furono affiancati da un manipolo di volenterosi “consiglieri esperti”. I negoziati politici si conclusero con il riconoscimento ufficiale del sindacato Solidarność, poi legalmente registrato il 10 novembre 1980 presso il tribunale di Varsavia. Fu la prima organizzazione politico-sociale polacca indipendente dalla fine della Seconda guerra mondiale, il primo sindacato indipendente legalizzato in un paese del blocco sovietico – fatto senza precedenti. Al sindacato NSZZ „Solidarność” (Niezależny Samorządny Związek Zawodowy „Solidarność”, Sindacato indipendente e autonomo “Solidarność”) aderirono quasi 10 milioni di polacchi. Il Partito Operaio Unificato Polacco (POUP) al suo massimo sviluppo contò invece poco più di 3 milioni di iscritti. Attraverso Solidarność i polacchi acquisirono un nuovo possente megafono per far sentire la propria voce al di fuori delle strutture partitiche e sindacali dipendenti dallo Stato-Partito.

Agli storici il compito di chiarire fino a che punto la pacifica “rivoluzione” di Solidarność sia stata innescata dagli effetti del primo memorabile viaggio di Giovanni Paolo II in Polonia nel giugno 1979 (vedi il video qui e un secondo video qui). Il pontefice pronunciò parole ispirate che galvanizzarono la maggioranza dei polacchi che rialzarono la testa guardando al futuro con inedita fiducia. Fu una rivoluzione politica, sociale, morale quanto psicologica all’insegna della libertà e della speranza di cambiamento. Spinse la Chiesa polacca a una nuova consapevolezza.

Dagli scioperi di Agosto emersero in Polonia nuovi “eroi”, spesso giovani, forti e sorridenti, detentori di un “capitale immateriale”. Nella grigia Polonia di allora fu un bel sogno, anche se fino all’ultimo tutto il Paese visse in un clima di incertezza e di tensione. La società polacca pareva stretta nella morsa di un sistema pietrificato, quegli “eroi” indicarono una possibilità di speranza. Come “eroi”, appunto, entrarono nell’immaginario collettivo dei polacchi, ma anche dei cittadini delle altre “democrazie” popolari situate a est della Cortina di ferro, e pure di vasti strati delle opinioni pubbliche occidentali. Anna Walentynowicz fu riconosciuta dalla prestigiosa rivista “Time” come Donna dell’Anno 1980, e Lech Wałęsa ricevette nel 1983 il Premio Nobel per la Pace.

L’esistenza stessa di Solidarność, i suoi primi passi, il suo consolidarsi da movimento a sindacato, il consenso sociale di cui godette – furono tutti elementi che spaventarono i comunisti polacchi, sovietici, internazionali. Il 13 dicembre 1981 il “carnevale” subì un durissimo colpo d’arresto. Lo assennò il colpo di Stato del generale Wojciech Jaruzelski primo segretario del Partito Comunista polacco, che proclamò la legge marziale, incarcerò i principali protagonisti del rinnovamento, infine mise al bando Solidarność. Ma nonostante il sindacato fosse dichiarato fuori legge e i suoi militanti duramente repressi, l’Agosto 1980 aveva già messo in moto un generale sommovimento sociale, politico, geopolitico e culturale di duratura influenza. Tale fu l’impatto che la nascita di Solidarność è considerata il primo atto della trasformazione sistemica della società polacca culminata nel 1989.

Solidarność, la sua esperienza e traiettoria storica, la sua definizione e caratterizzazione come fenomeno non solo sociale continuano a suscitare interrogativi e curiosità. I giudizi su Solidarność cambiano col passare del tempo. La sua eredità è tutt’ora contesa. Chi la rappresenta? Chi è stato fedele e chi ha tradito? Chi è compromesso col potere e chi si è mantenuto puro? Molti polacchi sono a chiedersi ora se le idee alla base della prima Solidarność siano ancora attuali, necessarie, vitali, coesive.

In Italia molto successo come chiave di lettura ebbe l’accostamento tra il sindacato polacco Solidarność e la metafora del calabrone. In sostanza, secondo le leggi vigenti nel blocco comunista dell’epoca, un sindacato libero, autonomo, indipendente, che non fosse una ramificazione del partito unico, non avrebbe mai potuto esistere né sopravvivere. Era una contraddizione ideologica, un’impossibilità teorica e politica assoluta. Eppure proprio come il calabrone col suo corpaccione sfida le leggi della fisica, Solidarność volò e cambiò la Polonia. Che la metafora sia scientificamente imprecisa poco importa. Coglie nel segno.

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Tutte le foto, salvo indicazione contrarie, sono tratte dall’Archivio fotografico di ECS ©, fonte.

Anna Walentynowicz tra gli scioperanti, ECS © fonte

I lavoratori radunati davanti al cancello numero 2 dei Cantieri navali di Danzica durante gli scioperi dell’agosto 1980, foto B.Nieznalski, Archiwum Dziennika Bałtyckiego, fonte

Consegna di generi alimentari agli scioperanti del cantiere navale, ECS ©. Fonte

Lavoratori dei cantieri navali durante lo sciopero di agosto. ECS ©. Fonte

Lavoratori del cantiere navale dormono durante lo sciopero di agosto, ECS ©. Fonte

I delegati dei vari centri scesi in sciopero votano, agosto 1980, ECS ©. Fonte

Negoziati tra il Comitato di sciopero interaziendale e la delegazione governativa, ECS ©. Fonte

Firma dell’accordo che pone fine allo sciopero di agosto, ECS ©. Fonte

Lech Wałęsa, presidente dell’Ufficio di presidenza del Comitato di sciopero interaziendale del Cantiere navale di Danzica intitolato a Lenin, esultante e portato in trionfo, ECS ©. Fonte

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1 Commento. Nuovo commento

  • Poli-logo » Il coraggio dell’Agosto '80 polacco
    3 Settembre 2026 17:29

    […] dissero no all’ennesimo rialzo dei prezzi di prima necessità. Da quegli scioperi nacque Solidarność, dapprima movimento poi sindacato legalizzato e ufficialmente registrato. Quella stagione di […]

    Rispondi

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