Come la vita cambia dal 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione russa dell’Ucraina
La casa editrice Altrecose ha pubblicato il libro di Artem Chapeye, La gente normale non va in giro armata, nella curata traduzione di Alessandro Achilli.
Altrecose è il marchio editoriale fatto dal Post insieme a Iperborea.
Dalla scheda di presentazione:
Artem Chapeye è uno scrittore e giornalista ucraino che si è sempre ritenuto pacifista e di sinistra. Ma il 24 febbraio 2022 è costretto a salire in fretta su una macchina di amici con la sua famiglia per scappare da Kyiv, dove sono iniziati i bombardamenti russi. E nei giorni successivi decide di arruolarsi per difendere il suo paese, malgrado le diffidenze che ha sempre avuto per i nazionalismi: perché è il suo paese, perché è stato attaccato, perché c’è una questione di libertà in ballo che riguarda tutti quanti. E non riesce a credere che alcuni intellettuali occidentali che sono sempre stati per lui un’ispirazione, e molte persone dei paesi europei, si sottraggano a questa difesa della libertà di tutti. Si tratta di poter guardare allo specchio se stessi e di guardare in faccia la propria moglie e i propri figli.
La gente normale non va in giro armata è il racconto della vita quotidiana di un europeo costretto alla guerra in questi anni, ma anche una condivisione di riflessioni sulle contraddizioni del pacifismo, del patriottismo, e persino del femminismo vissuto da un uomo. Tutte cose che andranno affrontate quando la guerra sarà finita, dice Chapeye, ma a cui è bene cominciare a pensare da subito.
Il libro si è già meritato lusinghiere recensioni e l’autore ha partecipato a non pochi incontri.
I prossimi appuntamenti:
Giovedì 10 settembre 2026, ore 18.30, Roma, Libreria Spazio Sette | Via dei Barbieri, 7. Con Marino Sinibaldi. Ingresso libero su prenotazione tramite il sito della libreria o scrivendo a info@spaziosettelibreria.it
Venerdì 11 settembre 2026, ore 18.30, Ventotene, Terrazza Granili | Via Granili. Con Paolo Giordano. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Tra le occasioni di discussione si segnala:
- Doriano Zurlo, Artem Chapeye, il pacifista ucraino che ha scelto di combattere contro la Russia, “Vita.it”, 9 settembre 2026. Scrittore e giornalista, si definisce antinazionalista, femminista, progressista e di sinistra. Dopo l’invasione russa nel febbraio 2022, ha scelto di arruolarsi: «Accettare i termini russi di un cessate il fuoco significherebbe smettere di esistere come popolo». Una scelta necessaria ma travagliata, che lo ha spinto a interrogarsi sui propri ideali. Un percorso che ha raccontato nel libro “La gente normale non va in giro armata”. «La cosa che davvero ci fa arrabbiare è quando l’Occidente cerca di spiegare agli ucraini che cos’è l’Ucraina». «Abbiamo una parola, per questa cosa, mutuato dal gergo del femminismo. Quando gli uomini spiegano alle donne, sempre in modo condiscendente, cose che le donne, in realtà, sanno meglio di loro, si parla di mansplaining. Ecco, abbiamo degli occidentali che, nei nostri confronti, fanno un vero e proprio westplaining». Nel 2022, quando la Russia ha invaso l’Ucraina, Chapeye si è arruolato nell’esercito. «Lui, pacifista e antinazionalista, non poteva accettare che il suo Paese venisse violentato. Il libro racconta questa scelta, molto sofferta, e offre una testimonianza diretta di cosa accade sul campo di battaglia». «Anche se siamo esausti, sfiniti, continuiamo a essere convinti della nostra scelta. Pensiamo che la resistenza sia meglio della schiavitù. Fare la guerra è una soluzione orrenda al problema, ma tutte le altre soluzioni sarebbero peggiori. La grande maggioranza degli ucraini condivide ancora questo pensiero. La nostra paura fondamentale rimane quella di trovarci sotto l’occupazione russa, essere costretti ad accettare i termini russi di un cessate il fuoco. Questo significherebbe smettere di esistere come popolo».
- Francesca Fradelloni, La scelta di Artem. Le armi, la libertà e i dilemmi di una persona non violenta, “Left”, 7 Settembre 2026. In un libro appena uscito per Altrecose con Iperborea, la storia di un uomo di sinistra costretto a misurare il rifiuto della guerra con il diritto alla resistenza contro l’aggressore. Il 7 settembre la prima presentazione a Milano. Il libro, «è anche il racconto della consapevolezza di come, come sempre, le conseguenze cadono sulle spalle della gente comune, di chi non ha privilegi, soprattutto le persone più povere che vivono in campagna o nei paesi: contadini, autisti di autobus, operai, guardie private». «Al centro c’è il conflitto più doloroso: come restare fedeli al pacifismo quando il proprio Paese viene invaso da una potenza dittatoriale? È allora che il rifiuto della violenza si misura con la necessità della resistenza e con il diritto di difendere la propria libertà».
- La gente normale non va in giro armata. Incontro con Artem Chapeye, “Una Montagna di Libri”, gli incontri con l’Autore di Cortina d’Ampezzo, 6 settembre 2026. Pensieri sul pacifismo, quando il tuo paese viene invaso (Video durata 1:29:00).
Artem Chapeye (a sinistra) con lo studioso e traduttore Alessandro Achilli.
- Lo scrittore pacifista è intervenuto sabato 5 settembre al Festival della Mente di Sarzana , giunto alla XXIII edizione. Fuoco nemico. «Ci sono momenti in cui la storia irrompe nelle vite individuali e costringe a ripensare convinzioni, valori e certezze. L’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa, trasformando cittadini comuni in testimoni e protagonisti di un conflitto che pone interrogativi etici e politici complessi. Lo scrittore e giornalista ucraino Artem Chapeye, in dialogo con l’inviato di guerra Francesco Battistini, riflette sul rapporto tra pacifismo e difesa, tra scelta personale e responsabilità collettiva, confrontandosi con le contraddizioni che emergono quando gli ideali incontrano la violenza della realtà. Una riflessione su cosa significhi vivere la guerra nel XXI secolo e su come preservare la propria umanità dentro un tempo segnato dal conflitto».
- Guido Caldiron, Ucraina, perché la sinistra combatte, “il manifesto” 02-09-2026.Recensione. Artem Chapeye, intellettuale ucraino di sinistra, spiega perché ha scelto di arruolarsi per difendere il suo Paese dall’invasione russa, nonostante le sue convinzioni pacifiste e femministe. L’intervista. Parla l’autore di «La gente normale non va in giro armata», per Altrecose.
Claudia Bettiol, Artem Chapeye: la gente normale non va in giro armata, “Osservatorio Balcani e Caucaso transeuropa”, 3 settembre 2026. Dal libro di Artem Chapeye, scrittore e giornalista ucraino, pubblicato di recente in italiano, emerge la contraddizione tra l’essere persone “normali” – e pacifisti – e il ritrovarsi all’improvviso a imbracciare un’arma. Una recensione. «Come scrive Chapeye – ma è un pensiero comune a molti – quando hai a che fare con l’invasore e l’arrivo delle Tenebre, la resistenza non violenta significa morti e torture anche tra i civili. Si scopre così che una petizione contro le bombe e la guerra, da buon pacifista, non porta proprio da nessuna parte. C’è un momento, nel libro, in cui crolla una certezza che l’autore aveva coltivato per tutta la vita: quella di essere, prima di ogni altra cosa, un pacifista. Non un pacifista di comodo, ma uno che aveva costruito su quell’idea gran parte della propria identità politica, insieme a un rifiuto viscerale per ogni retorica nazionalista».
- Ukrainian writer Artem Chapeye embarks on literary tour of Italy ”, 1 settembre 2026.The author will present the Italian translation of his book Ordinary People Don’t Carry Machine Guns: Thoughts on War in Sarzana, Cortina d’Ampezzo, Milan, Turin, Florence, Rome and on the island of Ventotene. Ordinary People Don’t Carry Machine Guns: Thoughts on War is an autobiographical book about the inner transformation of a person who chooses to become a soldier. In it, the author reflects on the contradictions between pacifism and patriotism.
- «Ero pacifista e di sinistra, poi la Russia ha invaso il mio Paese», Dialogo con Artem Chapeye, Boristene Associazione Culturale, 29 lug 2026. «In questo dialogo abbiamo parlato di cosa significhi continuare a definirsi di sinistra dopo l’invasione russa, del pacifismo quando i missili colpiscono le città, delle contraddizioni di una parte della sinistra occidentale che fatica a riconoscere l’imperialismo russo, dei doppi standard con cui vengono giudicate le guerre, del mito della Russia ancora legato all’Unione Sovietica, della vita quotidiana al fronte, delle persone che tengono in piedi l’esercito senza finire sui giornali, delle tensioni tra chi combatte, chi fa volontariato, chi è partito e chi si è nascosto, e del rapporto con una società russa che da anni viene educata a guardare l’Ucraina come qualcosa da conquistare».
- Registrazione video del dibattito dal titolo “Presentazione del libro di Artem Chapeye La gente normale non va in giro armata. Pensieri sul pacifismo, quando il tuo paese viene invaso (Altrecose)” , registrato da Radio Radicale a Roma lunedì 6 luglio 2026 alle ore 17:30. Organizzato da Filippo Sensi. Sono intervenuti: Filippo Sensi (senatore, Partito Democratico), Ihor Brusylo (ambasciatore d’Ucraina in Italia), Artem Chapeye (scrittore e giornalista), Daniele Raineri (giornalista de “La Repubblica”), Deborah Bergamini (deputato, Forza Italia). (Durata di 53 minuti).








