Curatela, conservazione e memoria culturale
Immagine di copertina: primo piano dell’occhio di una megattera, fonte
L’8 maggio scorso presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia si è tenuta la XII edizione del Forum CEI di Venezia per i curatori d’arte contemporanea, promossa dal Comitato Trieste Contemporanea con il sostegno del CEI.
Con il titolo Criteria of Memoria. Navigating Memory and Preservation in Contemporary Art [Navigando tra memoria e conservazione nell’arte contemporanea], curatori, storici dell’arte e ricercatori provenienti da Albania, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Polonia, Slovenia, Ucraina hanno discusso uno dei temi più urgenti del dibattito contemporaneo: il processo di curatela, conservazione e definizione della memoria culturale. Vedi il programma.
Sullo sfondo di conflitti in corso, trasformazioni tecnologiche e identità in mutamento, il Forum ha riflettuto sul ruolo degli archivi e delle istituzioni culturali nella selezione di ciò che viene conservato per le generazioni future.
Dalla presentazione dell’incontro:
“Negli ultimi decenni, il mondo dell’arte ha assistito a un aumento significativo e rapido della produzione di manufatti e progetti legati all’arte, che ha portato a una sovrabbondanza di materiale culturale tale da mettere in discussione i modelli tradizionali di conservazione e archiviazione.
In questo contesto, l’archiviazione rappresenta un processo fondamentale e attivo. Essa non comporta solo la raccolta e la conservazione dei materiali, ma anche un’attenta organizzazione, classificazione e contestualizzazione che consentono alle opere d’arte e agli oggetti culturali di essere accessibili e comprensibili alle generazioni future. Tuttavia, l’archiviazione è intrinsecamente selettiva e plasmata da valori sociali, culturali e istituzionali che influenzano quali narrazioni vengono preservate e quali vengono emarginate o dimenticate.
I partecipanti all’incontro del 2026 sono invitati a condividere, discutere e dialogare sui processi critici alla base della curatela, della conservazione e dell’eredità dei manufatti culturali e, naturalmente, sui modelli di realizzazione di nuovi progetti e di una nuova comprensione della costruzione della memoria nell’arte contemporanea”.
Il Forum è stato aperto da Riccardo Caldura, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, e da Ivana Pejović, vicesegretaria generale del CEI, seguiti dai discorsi introduttivi di Giuliana Carbi Jesurun, presidente del Comitato di Trieste Contemporanea, e di Janka Vukmir, curatrice dell’edizione 2026 del Forum.
Hanno partecipato al dibattito Konstantin Akinsha (Ucraina), Nataša Bodrožić (Croazia), Iara Boubnova (Bulgaria), Dejvi Dauti (Albania), Dessislava Dimova (Bulgaria), Irfan Hošić (Bosnia-Erzegovina), Adrianna Wiktoria Kowalik (Polonia), Lilijana Stepančić (Slovenia), and Darko Šimičić (Croazia). Leggi le loro biografie.
La discussione ha approfondito temi chiave quali gli archivi femministi e transnazionali, il patrimonio modernista della regione adriatica, il rapporto tra memoria e guerra, il ruolo dell’arte nel contrastare la cancellazione delle narrazioni delle minoranze. Leggi gli abstract delle presentazioni.
Il Forum CEI di Venezia per i curatori d’arte contemporanea è un evento biennale, strettamente legato alle giornate di pre-apertura della Biennale d’Arte di Venezia, che dal 2001 si occupa della promozione dell’arte e della cultura contemporanea, oltre a favorire lo scambio di pratiche curatoriali. L’iniziativa accoglie curatori e professionisti dell’arte dell’Europa centro-orientale, nonché i commissari della Biennale di Venezia responsabili dei padiglioni nazionali dei paesi dell’Europa centro-orientale. Si tratta di una delle principali attività internazionali nell’ambito del programma “Dialoghi con l’arte dell’Europa centro-orientale” di Trieste Contemporanea, avviato nel 1995. L’incontro è un’attività di cooperazione CEI dal 2003.


